Pizzeria “PIZZERIA DEL POPOLO”

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Un ragazzo e suo fratello decidono di andare al cinema. Lo spettacolo è in tarda serata, e da buoni napoletani se’ vanno a magnà na pizza. Mò di pizzerie ne conoscono tante, ma quella sera decidono di cambiare. Fuori dai soliti circuiti, fuori dai soliti riflettori. C’è una pizzeria a Piazza Mercato che già dal nome li entusiasma. Ci vanno, si arrigreano e il conto è commuovente. Il film dopo se lo vedono pure, ma a’ capa sta ancora là e dopo neanche due giorni ci ritornano, con le persone più care perché è cu’ loro che si condividono le cose più buone, ambress’ ambress’. E manco a dirlo, pure loro si ciaceano, due margherite a testa pecchè è festa. Avevano appena scoperto che in quella piazza così bistrattata c’era il loro piccolo angolo di paradiso, la fantastica “Pizzeria del Popolo” di Gianni Breglia.

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Era il 1989, forse il 1990, e ‘nu guagliunciello simpaticissimo e buono comm’ o’ppane muoveva i primi passi nel mondo della pizza. E che passi, nel meglio della tradizione: via dei Tribunali, scuola Di Matteo, allievo del grande Ernesto Cacialli negli anni d’oro, quelli dei ritmi frenetici e dello spirito di gruppo, del G7 e della pizza a portafoglio di Clinton. Ammacca e cuonc’, ammacca e cuonc’ e passano sedici anni, quando o’ giuvinotto sé fatto grande e sogna la sua pizzeria. I primi mesi tristi alla ricerca disperata di un locale, i prezzi alle stelle, la rassegnazione. Fino a quel giorno in cui lavorava in sala, aveva appena visto un locale che non poteva permettersi e non sapeva che il suo destino era lì seduto a un tavolo. Na’ cliente, che “Ci-cì, venite accà! Nunnè che conoscete a qualcuno ch’ave bisogno è nu locale pe’ na pizzeria?”. Non ci poteva pensà. Non se lo fece dire due volte e andò subito a vederlo. Se ne innamorò e poco importava che era solo per l’asporto, Gianni Breglia aveva la sua pizzeria. Era appena diventato “il pizzaiolo del popolo”.

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Oggi dotata di una piccola saletta semplice e essenziale, la pizzeria “del popolo” lo è diventata di nome e di fatto. E non poteva essere altrimenti: staff affiatato e indispensabile, semplicità dell’offerta e prezzi imbattibili, tutti i segreti della vecchia scuola e na dije e pizza. Il sogno popolare.

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E “popolare” come sono, me ne sono innamorato, nella sua straordinaria semplicità: pizza al forno, pizza fritta e friggitoria, bast’, tutto quello che una pizzeria popolare deve avere, e che forse sembrerà poco, giusto perché non vi ho ancora detto che la Pizzeria del Popolo eccelle in ognuna della poche cose che propone. A partire dai fritti, dove tra una frittatina bella sapurita e due tipi di arancini deliziosamente croccanti, spicca nu’ crocchè come dio comanda. Patate vere, sale, pepe, prezzemolo e provola filante, cinquanta centesimi e ti passa ‘a paura, cinquanta centesimi e ti torna il sorriso. Si dice che quando gioca il Napoli si fa a chi arriva prima per portarsi un bel cartoccio di fritti a casa. Vanno a ruba, so troppo buoni.

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E se non bastasse c’è una bella montanara fresca fresca, soffice e non “abbuffata” perché leggermente bucherellata, solo pomodorini, basilico e parmigiano. ‘E che profumo. Giusto per finire di gusto gli antipasti e dedicarsi completamente alla straordinaria pizza al forno.

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Che manco a dirlo, è popolare pure lei, a rota’ è carro, che da che mondo è mondo è il tipo di stesura nato per soddisfare gli occhi del “popolo”, di chi aveva pochi soldi da spendere e li voleva spender bene, e chiù grossa era a’ pizza, chiù ce faceva a’ pensata. La pizza di Gianni esce fuori dal piatto, è sottilissima e incredibilmente leggera, ‘na sfoglia, semplice, chiena ‘e sapore e senza fronzoli. Ne puoi mangiare due nella gioia di non sentirle. Via con le danze.

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Che bellezza! E che bontà. Una di quelle pizzerie in cui ci vai apposta pe’ na bella margherita. Classica col fior di latte, o col fior di latte misto bufala per dar quel pizzico di gusto in più senza perdere la consistenza del latticino, il risultato è uguale, eccezionale. Sensazione che fin’ora avevo avuto soltanto da Sorbillo ai Tribunali, la mia margherita preferita, e da Michele. Quella stesura irregolare, quel profumo delle pizze di una volta, quella perfetta unione dei quattro ingredienti in un magico insieme. Semplice e irresistibile. Di quelle pizze che ti lasci il “cuore”, quella parte centrale in cui si concentra tutto il sapore e dove tutti gli elementi fanno festa. Chill’ultimo murzillo da mangiare ad occhi chiusi, per gustare in due secondi tutta a’ storia della pizza, tutta Napoli in un boccone. ‘Na pace.

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E dal magico calderone della tradizione altri due pezzi forti. Na’ marinara deliziosa, così profumata e leggera da sembrare astratta, eterea. E infine una sorprendente pizza fritta che entra dritta dritta nella mia top 3. Leggerissima e chiena e’ aria, dall’impasto sottile ma forte e saporito, dal ripieno distribuito pe’ tutto ‘o calzone, giusto a lasciare quegli angoli di solo impasto croccanti e gustosi. Quando passa per la sala e arriva al tavolo dei vicini, non ti lascia indifferente, si prende la scena e stai lì ca ta guard’: “la voglio”. Comme’ piace e a mè, solo cicoli, ricotta, provola e pepe. Semplicemente troppo buona!

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Non ci pensate due volte, andateci e stupitevi. Vi chiederete anche voi la stessa cosa: “Pizzeria del Po’, ma arò stiv’ fino a mmò?”. W Gianni, W Salvatore, Sissy/Shizuyo e tutto lo staff, W il popolo. E W la margherita con un panetto e mezzo che Gianni ha voluto dedicare alla mia bella fotografa. Uno spettacolo da contemplare!

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“Ahhhh, Pizzeria del Popolo, quanto ti amo! così tanto che son geloso di parlarne e ti vorrei tutta per me. Ma tu’ si ddo’ popolo e maggià stà. Pecchè tutti l’anna sapè, che lì in Piazza Mercato, cu ‘nu crocchè, ‘na margherita e quattro spicci, ce sta ‘nu paradiso alternativo”.

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PIZZERIA “PIZZERIA DEL POPOLO”
Piazza Mercato, 44
Napoli (NA)

 

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Egidio Cerrone

Testo e Foto sono proprietà di “Le avventure culinarie di Puok e Med”.
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