Un anno da Puok, 110 e lode e una polpetta alla carriera

Qui, dove mi viene meglio, voglio raccontarvi una storia, quella di una laurea, del primo compleanno di Puok e Med, e di una settimana infernale tra preparazioni e festeggiamenti. Il ritorno degli episodi a km 0. Una storia di amicizia e di polpette.

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Ci sta un nuovo amico, si chiama Luciano, Luciano Furia, simpatico mangione tuttofare dall’occhio fantastico, acchiappa maccaruni volanti e amante delle fontane evo, che mi ha detto: “Confessa che un anno fa già sapevi che proprio oggi ti saresti laureato e quindi oggi facevi il colpo doppio!”. E che mi hai fatto pensà Lucià, so tornato n’attimo indietro di un anno, quando caricai il primo articolo pieno di scuorno. Lo caricai la mattina, forse la notte prima, e solo la sera trovai il coraggio. Ero a metà strada dal cancellarlo il giorno dopo, e il “ma sì, che ce ne fotte”. E chi se lo aspettava che un anno dopo mi sarei ritrovato qui, seguito, apprezzato, che cerevelle appicciate per coordinare due vite, quelle due vite che il 26 marzo 2014 dovevano per forza incontrarsi: laurea magistrale in biotecnologie e un anno preciso di Le avventure culinarie di Puok e Med.

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Mò chi segue il blog sulla fanpage già sa che è andata benissimo, 110 e lode, menzione, cos’. Mi sono laureato per la seconda volta insieme alla donna con la quale da 10 anni condivido ogni mio passo, dal debito in latino alla laurea magistrale, e sono felicissimo e sempre più innamorato. Son venuti un sacco di amici, quelli più cari che ci hanno emozionato prima, durante e dopo. E se nella food-life non è mancato il fantastico supporto virtuale di tanti, tantissimi, due di loro si son presentati in carne ed ossa, dimostrandomi tutto quel bene che merita di infiltrarsi anche nell’altra vita. Tommaso e Dora, siete grandi. E’ stato bellissimo avervi al mio fianco, vedere Dora fare le corse per farmi la sorpresa, trovarla lì poco prima di iniziare, di fronte a me.

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E tra un selfie e l’altro, vederli aspettare ore per la proclamazione. Vedere Dora venirmi ad abbracciare, bell’, forte, emozionatissima dopo il verdetto. Vedere Tommaso brindare insieme a tutti i miei amici, scartare i suoi fantastici regali, per me e per Terri, da signore qual è. Non vi dico quando ho capito che tutti gli indirizzi che mi chiedeva settimane prima non erano per i fiori ma per dei fantastici bigliettini da visita per biotecnologi medici, insieme a’ nu bellu curniciello, che grande!

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Fortunato, e voluto bene. Due vite sempre più piene d’affetto: MARIA BELLOPEDE minimo comune denominatore. Ahhhhhhhhhhh, e comm’ a voglio bbbbene. Fotografa di questo blog, amica del cuore e citando il papiello di ringraziamenti alla fine della mia tesi: “ne Le avventure culinarie di Puok e Med c’è tutto il tuo altruismo, la tua pazienza, la tua amicizia, LA NOSTRA AMICIZIA. Amica di grasso, di spaghetti pesanti e panini nsevati”. E chi c’ammazza a noi chiattò ❤

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Grazie per aver iniziato la giornata così:

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Mò Maria avanti, e dietro tutti quanti, meritavano di esser ringraziati. Alla grande. E ahimè, avevo pensato in grande, sfidando da sciocco mortale il pataterno. Sabato mattina ero sceso apposta, Dora a braccetto, direzione “giù Napoli”, via del Grande Archivio, da due carissimi amici.

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…Feliciello e Maria, pizzeria “La figlia del presidente”, per organizzare la nostra festa in pieno stile Puok e Med. Un po’ come tutti quelli che aprono “una bottiglia giù Napoli” o  quelli che offrono il cicchetto o il drink fuori al baretto, avevo organizzato un piccolo street food party fuori alla pizzeria: crocchè, la mitica frittatina, una bella pizza a portafoglio càvera càvera,  birra, duje babbà. Avremmo spaccato, di gusto, e creato una atmosfera tutta di raccontare, fotografare, un evento nell’evento che mi rimarrà ‘ngann per un bel po’, maledettissima pioggia. Non vi dico che tristezza quando ho dovuto rinunciare, e che faccia tostaaaaaaa quando ne ho approfittato dei minuti prima della laurea per dire a mamma che il giorno dopo avrei invitato 35 persone a casa. Napoletano vero, arte dell’arrangiarsi. Nonostate il panico. Pigliati sta laurea, vai a ristorante coi parenti, mangia fino a scoppiare (standing ovation per gli scialatielli all’astice e il tortino di alici con ripieno di scarole, olive e scorze di romano), vai a dormire tardi, prometti alla tua ragazza che il giorno dopo ti svegli presto per fare la spesa, svegliati tardi, comunica il cambio di programma agli amici, pensa al menù per la sera, fai la lista della spesa e scendi al centro commerciale più vicino che i normali supermercati “non stanno aperti pà bella faccia ‘ca tieni”, carica fidanzata e cainata in auto, direzione Quarto. Menù che prende vita tra i reparti del supermercato, piano piano si delinea e sembra sempre più bello. Abbiamo quasi preso tutto, e mò fra poco ve lo spiego, ma ci mancava solo una piccola, grande cosa. Un po’ di impasto. Tempo non ne avevamo, quello del supermercato aveva ‘na brutta faccia. E poi il lampo di genio, mi so ricordato che a due passi avevo un amico, uno dei pizzajoli più bravi di Napoli, e quindi del mondo. Conosciuto da poco, pochissimo, mi so subito affezionato: della sua passione, del suo essere così verace, così un grande papà, e ovviamente della sua pizza. Mi è “bastato” mangiare 4 pizze a portafoglio fatte fuori sede per capire che è un mostro. Volevo un po’ di semplice impasto e mi son ritrovato con un impasto d’autore, quello di Salvatore Santucci, pizzeria “Totò Sapori”.

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Lo chiamo, lui non c’è, ma subito si mette a disposizione. Chiama in pizzeria e quando arrivo trovo uno “re guagliun” che mi sta preparando i miei due chili di fantastico impasto. Conosco la moglie, rivedo Enricuccio e intravedo il piccolo Diego, tutto quel microcosmo che il buon Salvatore ci fa conoscere anche da lontano e che ti piacerebbe viverlo. Aspetto il mio impasto e già immagino di tornare lì, a mangiare ‘na bella pizza, ora che son più libero e l’estate si avvicina, perché adoro Santucci, e sfido chiunque a non amarlo dopo aver fatto il viaggio di ritorno col profumo di quell’impasto, delizioso, da mangiare pure crudo (fatto, più volte, prima che la mia cainata mi mozzasse le mani).

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Spesa fatta, impasto divino a portata di mano. Cosa abbiamo combinato? Dalle cinque alle nove a cucinare, spalla a spalla, io, fidanzata e la mitica cainata Nanninella tutta energie. Corsa contro il tempo ma idee chiare. Un paio di stronzatelle per iniziare: chips, olive, pan canasta col salsa tonnata, rustici di wurstel e pasta sfoglia (ne ho mangiati 203 prima che arrivassero gli invitati, bollenti e non) e ‘na bella ‘nsalatona di riso. A parte le chips, tutto a mano.

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Apriamo le danze, dieci minuti e i trentacinque avventori razzolano tutto. Il tempo ‘e piglia pace, e Nanninella già sta tagliando la focaccia, olio d’oliva e sale grosso. Idea tutta sua. Mò mettici che era l’impasto di Santucci, mettici che abbiamo preso dell’ottima mortadella. Ci siamo superati.

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Mamma mì, dannatamente buona, è rimasto giusto qualche granello di sale grosso. Un impasto squisito, saporito, profumato e leggerissimo. Fragrante, anche nel forno elettrico, e dopo un paio d’ore dalla cottura. Perfetto connubio con la mortazza. Dovevo registrarvi i “mmmmmmm che buono, ma st’impasto nun lè fatto tu Eggì eh?” E no, uno dei migliori impasti del globo a casa Cerrone, che figurone che mè fatt’ fa Salvatò. Perfetto apripista delle tre idee gustose per non rimpiangere l’ormai persa serata “presidenziale”, per costruire una serata altrettanto figa e godereccia. E allò vai con la seconda, idea mia. ‘Na grandissima frittata di patane.

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Patate gialle rosolate in olio di oliva con fondo di cipolle, provola affumicata, dieci uova, sale, pepe e abbondante romano. Variante senza provola per fidanzate cacacacchio. C’è un mio amico che si chiama Sabatino che mi fa: “Marò Egì, ma io nun capisco, ma comm’ facite ‘a cucinà accussì buono?”. Uagliù, meno male che ho fatto lo scostumato e mi so preso un pezzo prima di tutti, era così buona che menavano ‘e mazzate. Dolciastra per le patate e la cipolla, il romano a dar la spinta, una consistenza perfetta. Che in inglese si direbbe: “Na dijeee ‘e frittata”.

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E infine il gran botto, idea tutta mia, che porta la firma Puok e Med, mi rappresenta e non poteva non essere così, anche il compleanno di questo blog. Pronti?

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E’ stato a puppuliare tutto il giorno. Profumo di ragù in tutta la casa. Lì dentro trenta polpette, grandi, bollenti e deliziose. Due chili di carne, metà bovino, metà suino. Mollica, non so quante uova, e quella che è quasi ‘na poesia, tutta mia madre: “senza pepe, romano e prezzemolo nun’ so purpette”. E ovviamente le doveva fare lei.

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Polpette al piatto? Anche.

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Ma nel piatto era per i pivelli, quelli che alla frittata erano già pieni, per quelli che preferiscono la forchetta allo sporcarsi di gusto. Per tutti gli altri, Maria compresa che in foto è solo in veste di cameriera (che pensavate!!), nel PANINOOOOOOOOOOOOO!

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‘Na botta di vita. Occhi felici, pance contente, vedere casa Cerrone trasformata in una polpetteria di altissimo. Quasi tutti, senza tirarsi indietro, lasciarsi andare con le teste nei panini, sempre fumanti fino all’ultimo boccone. Bellissimo, soprattutto nel bello della diretta, quando al morso di Carletto è partito uno zampillo di salsa che ha colpito più di una persona. Godetevi qualche viso, è la gioia ‘re purpette.

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Che belli, gli ultimi sono miei cugini, che buon sangue non mente, hanno bissato, e accompagnato il sottoscritto anche per il colpo finale. ‘O ppane cà sarsaaaaa.

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Che seratona. Dopo aver mangiato l’inverosimile, avrei aperto i regali del gruppo più grande di amici. Ci avevano fatto credere ad una càzzo di SPA, e già mi veniva la nausea a vedermi coi zoccoli e l’accappatoio. Mica sapevo che da lì a poco la nausea mi veniva davvero. Maria Bellopede, oì. “Ragazzi è uno scherzo, ma mo mi odierete di più”. Caccia dei panni e ci dice di cambiarci. Per Teresa una t-shirt, un bermuda e le mie scarpe. Per me una gonna, una lupetto e delle scarpe alte, rosa. “Dovete superare delle prove per avere i regali”. Tra cose zozze, l’imbarazzo più totale e le risate di tutti, come ultima prova ho dovuto mangiare il mio acerrimo nemico, il cavolo stufato, in un buccacciello pieno d’acqua, freddo. Vulev’ murì. Meno male che ne è valsa la pena. Un regalo geniale, perché tra un mese io e Terri facciamo 10 anni e festeggiamo questo e quella (la laurea) a Londra (appropò si accettano consigli culinari). Ci regalano i biglietti per la metro, quelli per Madame Tussaud e quelli per il London Eye. E coi soldi che avanzano conoscono i loro polli. Per Terri una card prepagata da Kiko, per me questi:

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Cinque panini da Ciro Mazzella, per chiudere in bellezza una serata bellissima e una due giorni grandiosa di festeggiamenti. Grazie a tutti gli amici che ci sono stati vicini alla discussione e nei festeggiamenti. Un abbraccione a tutti quelli che volevano venire ma non hanno potuto, Connye su tutti. Un ringraziamento a tutti quelli che hanno collaborato e volevano collaborare alla realizzazione di una bella festa. Grazie Terri per avermi permesso di puokkemmeddizzare la festa di entrambi. Grazie Nanninella per tutto l’aiuto, per le idee e per la manodopera. Grazie alla mia famiglia per avermi permesso per l’ennesima volta di superare i record di densità in casa Cerrone. E un abbraccio particolare al minchione che vedete dietro di me. E’ Carletto, quello che spruzzato salsa addosso alla gente.

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Ci siamo laureati assieme, stesso laboratorio per due anni, stessa commissione, stesso voto. E lo abbraccio altre due volte, non solo perché da buon casertano ha deciso di festeggiare la sua laurea da Franco Pepe permettendomi di provare finalmente la sua pizza (mi sono arrigriato, presto su questi schermi)…

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…ma anche perché la sua dolce mamma fa i “brutti ma buoni” più buoni del mondo.

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Alla prossima, se ti è piaciuta questa nuova avventura non perdere tutto il mondo #puokemed su:
FACEBOOK: https://www.facebook.com/puokemed
INSTAGRAM: http://instagram.com/puokemed/
TWITTER: https://twitter.com/puokemed
BLOG: https://leavventureculinariedipuokemed.wordpress.com/

…vi lascio con la foto che vi è tanto piaciuta, perché tanto accussì nun’ me verite cchiu 😀

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Scherzo, la foto finale non poteva essere che questa ❤

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Egidio Cerrone

Testo e Foto sono proprietà di “Le avventure culinarie di Puok e Med”.
Copyright © 2014. Tutti i diritti riservati.

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9 thoughts on “Un anno da Puok, 110 e lode e una polpetta alla carriera

  1. Tink says:

    Egi, è stato il post più bello di tutti, il più sentito, il più emozionante, il più coinvolgente. Lo sai sono una romanticona e queste cose smielate, ringraziando tutti e facendomi venire come sempre un’acquolina in bocca esagerata, mi piacciono tantissimo!
    Complimenti ancora Dottore a te e alla tua bella! Siete grandi! Vi voglio bene! =)

  2. BotolaTommy says:

    Egy mentre leggevo mi preparavo il commento per questo bellissimo ed emozionante intervento, ma quando ho letto il mio nome mi si è abbagliata la vista per le lacrime e non ricordo più cosa volevo scriverti prima!
    Ma so, che una dedica, al di là dell’arte culinaria, te la voglio fare!
    Il clima in cui ti trovi ora, è ancora quello dei festeggiamenti, degli auguri, della felicità che esce da tutti i pori per un così meritato successo per entrambe le cose!
    Mi ricordo ancora quando ci conoscemmo…3 anni e mezzo fa, mi dimostrai essere un TomTom efficiente 😀 e da allora piano piano, piano piano, ti ho sentito sempre più amico, sempre più vicino…”Eri solo da incontrare, ma ci sei sempre stata!” Questo ritornello è scolpito nel mio cuore!
    Tu tenerone gentile, disponibile e generoso, amico affettuoso e comprensivo. Tu, come pochi, che rispetti me e le mie scelte, che ti fai presente ma non opprimente, sei quanto di più bello negli anni universitari, potessi incontrare.
    GRAZIE A TE per TUTTO e perdona ancora la mia assenza, ma sono sicura che festeggeremo ancora assieme proprio nel posto che ha dato inizio e ispirazione al blog!
    Ancora congratulazioni! E sono sicura che con la tua grinta, la tua intelligenza e la tua passione, arriverai dove nemmeno te l’immagini.
    Tommye ❤

  3. winnie says:

    complimenti cugino…a te e alla mia cara terry….vi voglio bene…

  4. Luppy says:

    congratulazioni Puork! nu vas

  5. Jos says:

    Beh, congratulazioni dottò! 😀

    Complimenti anche alle purpettone.. uaaaa :O

  6. Django says:

    MARO SEI UN GRANDISSIMO! Mi dispiace solo di non averti seguito prima!!!!!

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