Friggitoria “VOMERO”

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“Bà, mi dai qualcosa di soldi?”. “Tiè a papà, so uno, uneccinquanta, due euro”. “E che ci faccio cu’ sti spicci bà?” “Hai ragione a papà, ormai oggi nun’ ce fai niente, ma ra’ rett’ a me, c’e’ ancora un posto a Napoli, un posto magico, dove ci andava tuo nonno e dove ci andavo io alla tua età, aro’ pure cu’ due euro, t’ può sentì ancora ‘nu ‘rree. Arriverai a un bancone, pieno di ricchezze, e dietro di esse troverai donna Filumena. Dille di darti lo stesso tesoro che dava a me, chiedile o’ cuppetiello, vedrai che splendore, vedrai che sapore”.

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Mulignane, scagliuozzi, zeppole e panzarotti. E’ questo il tesoro che da settantacinque anni arricchisce ogni bambino del Vomero, lì, tra la funicolare e piazza Vanvitelli. Ed è straordinario vedere bambini, in un epoca in cui un euro non vale niente, che investono la loro moneta in cinque pezzi di felicità. Sarà questo il loro segreto. Alla “Friggitoria Vomero”, i fratelli Acunzo non vendono dei semplici fritti, vendono felicità.

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Alla cassa il più giovane degli Acunzo, Patrizio, simpaticone vestito da serio, quando invece è ‘nu spasso. Sa’ che in me quel bambino che guarda i fritti con gli occhi innamorati non è mai morto, e mi porta a vedere la Fabbrica della Felicità, il laboratorio della Friggitoria Vomero. Lì in segreto, nascondono Salvatore, il mitico mastropanzarottaro strappato al circo.

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E’ uno spettacolo vederlo lavorare, Salvatore non fa panzarotti, ma giochi di prestigio. Neanche te ne accorgi e tra le sue mani veloci nasce un panzarotto. Neanche nasce un panzarotto e lo vedi volare. Neanche lo vedi volare e nel frattempo ne nascono e volano altri. E vanno a finire tutti nello stesso rutelluccio, uno dietro l’altro, Salvatore fa sempre centro. Decine di anni di esperienza, mica come quando ha iniziato e ‘o mast’ gli rimpastava ogni volta i panzarotti fin quando non erano perfetti.

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A fargli compagnia laggiù, panzarotti volanti a parte, tutto l’arsenale della friggitoria. Arancini, frittatine, panetti pe’ pizze fritte, polenta pe’ scagliuozzi, e la mitica e inimitabile pasta crisciuta pe’ zeppole. Le pepite d’aria della casa, le più buone di Napoli.

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Dall’impasto alla cottura c’è la firma di Antonio Acunzo e del suo ormai cumpagniello di schiumarola Carlo, quarant’anni insieme al servizio del fritto.

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Forse è in quell’angolo che si trova tutta la poesia di questa storica friggitoria. Due amici instancabili che un po’ borbottano e un po’ se la ridono, due schiumarole, due pentoloni bellissimi e in vista. Panzarotti che si indorano, zeppole che s’abboffano, guantiere che si riempiono una dopo l’altra, per una vetrina sempre piena.

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Anche la pizza fritta è di altissimo livello. Impasto sottile ma tenace, che parlando tra di noi vuol dire che è ‘na sfoglia ma la senti sotto i denti, comm’ piace a me. Ci sono i grandi classici, provola&pomodoro, ricotta&mozzarella, ricotta&salame, ma forse forse la spunta alla grande quella con la scarola. Buonissima, ancor di più se a servirla è Lei:

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Filomena Acunzo, il mio gioiello preferito della friggitoria. ‘Na classica femmena napoletana che alterna sguardi duri a quelli più teneri del mondo. Sin da piccolo, dalle mie prime volte alla friggitoria Vomero, mi sono sempre innamorato di Filomena, del suo sguardo e di tutti i suoi movimenti, dalla preparazione del cuoppo fino a pure quann’ mette ‘o sale.

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Regina di un bancone delle meraviglie: zeppole, panzarotti, arancini, supplì, crocchè grandi, mozzarella in carrozza, scagliuozzi, pizze fritte, viennesi, montanare, spinaci in pastella e le insuperabili melanzane ‘ndurate e fritte a un prezzo commovente di 20 centesimi. Un euro e sei un re.

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Girate il Vomero, perdetevi tra i negozi e tra tutte le sue attrazioni, ma a un certo puntò vatà fermà, raggiungete quell’angolo storico e immergetevi nella sacra atmosfera del Tempio del Fritto. Imbattibile. Immortale. Popolare. Napoli ‘nda ‘nu cuoppo ❤

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Egidio Cerrone

Testo e Foto sono proprietà di “Le avventure culinarie di Puok e Med”.
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3 thoughts on “Friggitoria “VOMERO”

  1. Jos says:

    sono le 12 e m’gir a’cap…

    Questo posto è nella lista dei posti dove andare da troppo tempo.
    Devo rimediare prestissimo 😀

  2. shummorya says:

    Cioè io ti seguo da poco ma devo ASSOLUTAMENTE andare a mangiare in tutti i posti che hai recensito, complimenti per il blog, per il mondo in cui scrivi e la scelta degli articoli.
    Sei un grande!

  3. NadieLoSabe says:

    Nata e cresciuta al Vomero, mi sono poi trasferita fuori per scoprire al mio ritorno che la mitica Friggitoria Vomero è sempre là, sempre uguale e sempre stra-economica.
    La frittura è qualcosa di ‘SAGGERATO! I miei pezzi preferiti sono crocché piccoli e mulignane. Ricordo che alle medie frequentavo una scuola nei paraggi della friggitoria ed io e la mia amichetta di classe all’uscita dovevamo “apparare” l’euro e cinquanta di frittura! Gnammete!

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