A Frattamaggiore nasce il PUBBRICK, il sogno di un ragazzo qualunque

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“Il sogno è il nutrimento dell’anima, come il cibo è quello del corpo”. Frattamaggiore. Via Padre Sosio del Prete. È qui, in questa strada di questo bel paisiello dell’hinterland napoletano, città d’arte e Benedettina oh mica bruscolini, che sogni e cibo diventano una cosa sola. A sto punto, sentite a me, vi voglio raccontare un bel fattariello, sarò veloce. Promesso. Tutto comincia circa 3 anni fa. Quando ad Antonio Guerra ed alla sua fidanzata di sempre Raffaella Fabozzi si “accende la lampadina”. Un’idea nata grazie alla passione comune per il buon cibo, o magnà sapurito, con la predilezione dei pub in particolare. I due girano di locale in locale e viaggiano, viaggiano, viaggiano assai. È proprio durante un soggiorno a Londra nel maggio del 2014 che decidono: “ma perché non apriamo na cusarella nostra, nu pub serio, bell e sistimat?”. È l’inizio di un sogno. Mille sacrifici, mille intoppi. Antonio insegue il sogno, Raffaella è un vulcano di idee. Passa poco più di un anno. Finalmente c’è l’inaugurazione. Finalmente c’è, il Pubbrick.  Un gastropub giovane e giovanile, fresco, informale ed accogliente. Il locale è molto bello ed originale, diverso dai soliti irish/scottish pub che diciamoci la verità, “c’hann nu poc allentat”. Suppellettili, tavoli, lampade, tutto disegnato e realizzato a mano con la massima cura per i dettagli. All’interno della sala è presente il “giardino verticale”. Una sorta di angolo “quasi zen” la cui parete è ricoperta di piante rampicanti. Fiiic! I ragazzi si son dati da fare, eccome! Il menù è ricco e trasuda qualità in ogni dove. Vasta la scelta e la selezione delle carni che fanno da farcia ai panini o da mangiare al piatto con le verdure fresche di stagione. Tra tutte spicca sua eccellenza La Scottona di Marchigiana Igp allevata nel Sannio, ed il Pulled pork e le ribs di maialino nero casertano. Sounds puok, very puok! Le fritture sono rigorosamente fresche, nulla di congelato, preparate al momento. Belle, dorate, croccanti. Nu murzill e te pass tutt cos. La carta dei vini conta circa 27 etichette ma è quella delle birre a farla da padrone. Dario Imperatore, amico della coppia, gestore della sala e del reparto birreria, ha curato personalmente la selezione. Birre artigianali italiane e 15 tra le migliori etichette belga ed olandesi. Ce n’è per tutti i gusti insomma. Allora è proprio vero! Ogni tanto i sogni si realizzano…ed i vostri? Magari è meglio parlarne davanti ad un panino ed una birra và, fa che porti bene?! 😀 Non vi resta che provare..!

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Giovanni Mele

Testo e Foto sono proprietà di “Le avventure culinarie di Puok e Med”.
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