Francesco Martucci, Campania Mia & Champagne: qua il fatto è serio

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Sono trascorsi 5 mesi dall’ultima volta (Natale in casa Lelena). Qualcosa è cambiato. La pancia soprattutto è aumentata, poteva essere mai che dimagrivo? nun le hai mai pensà, me la sto crescendo così bene :D. E così come la pancia, dopo mesi di riposo, è aumentata la voglia di scrivere, di fotografare il cibo, di gustarlo e trasmettervi le infinite emozioni che anche un solo boccone ti riesce a dare. Perchè il cibo è questo. Deve, essere questo. È emozione. È qualcosa che ti scatena dentro sensazioni forti, “vibrazioni” piacevoli, belle, intense. Emozioni. Appunto. (Da sempre il pensiero di Egidio, forse è per questo che andiamo molto d’accordo. Grazie). E così ora vi racconterò di quella volta in cui un umile artigiano casertano è riuscito a farmi commuovere con le sue creazioni abbinate allo Champagne.

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Lunedi 9 maggio 2016. Caserta. Viale Lincoln 27, Pizzeria i Masanielli. Cena degustazione Champagne Jacquesson 739. Arrivo un po’ in anticipo e subito vedo Lui. Chiamatelo come volete, Pizzaiuolo, Maestro, Artigiano, Stregone… per me è big Frank, granda L, Francesco Martucci, mattatore della serata… sta parlando con Ciro Arenella, grande amico e proprietario della Bottega d’eccellenza “Campania Mia” che ha fornito la selezione di prodotti utilizzati per l’evento. E che prodotti! qualche chiacchiera, due risate tra amici, abbracci sinceri..e ci ritroviamo la sala piena! Martucci introduce e spiega un po’ lo spirito della serata: sdoganare lo Champagne! da sempre relegato solo a party di lusso, per la serata verrà servito in abbinamento alla pizza. Le persone fremono. Volano i primi tappi. Si versa. Glugluglu. Bollicine ovnque. “E stasera, champagna per tutti”.

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Per iniziare” il gigante buono parte subito col botto. Burrata di Bufala Casa Madaio, Piennolo, Guanciale affumicato di Maiale Tranquillo Bettella. BOOM! Mammà che è stat?  3 ingredienti. Solo 3. Ed hanno annientato le papille gustative. Un morso goloso, godurioso al limite del porno, provocante. Sensazioni intense, carnali. Una pasta consistente e scioglievole, fragrante e profumata di pane accompagna benissimo una farcia volutamente più grassa e gustosa. Perchè volutamente? Perchè il Jacquesson 739 non può starci meglio! la sua acidità, le sue note agrumate ed aspre di limone e lime sgrassano il palato e lo preparano ad una nuova esperienza sensoriale.

Sto ancora salivando stile Homer! E mò?! “si è aperto lo stomaco“! forse la pizza più delicata della serata con il carciofo violetto di Castellammare Presidio Slow food, Bufala Dop de “il Casolare”, Provolone Podolico tirato a bocca e stagionato in grotta, oliva ammaccata Salella. Crudetto e croccante il carciofo con quel velo di aceto sta da Dio con il Podolico grasso e sapido, l’oliva un po’ più indietro dà la giusta salinità ed un profumo intenso di finocchietto selvatico. Delicatesse.

Fermi tutti! e chi se move. Irrompe Pina. Pina?si, Pina Molitierno, Vanilla Ice Lab, top 50 gelaterie d’Italia. Raggiante, bella, più in forma che mai. Ci porta una sorpresa. Un gelato all’olio evo RARO. E che gelato! di una cremosità e compattezza mai viste ed assaggiate. Mi ha ricordato immediatamente i gelati siciliani. Una texture fantastica che ti nappa il palato, te lo seduce e non abbandona. Un sapore unico, fruttato intenso tipico dell’olio utilizzato, un po’ amaro, in contrasto tangibile con il dolce della crema di latte. Una carezza, una coccola di una mano amica, dolce e gentile. Nota aromatica: semini di sedano. Salivazione a Mille. Reset.

La legna arde. Il forno è cocente. Il gigante scalpita, è concentrato più che mai, una war machine. E riprende senza sosta. “C’è ancora spazio”. Il Capolavoro. Un matrimonio di sapori. Provola misto Bufala de “il Casolare”, Fiori di zucca, Alici Ortiz affumicate in Barrique, burro di Normandia, Pepe rosa. Un morso. Un altro. La salivazione aumenta. Il cervello è in pappa. E ti dice sempre la stessa cosa: n’appoc ja! Ora. Subito. La pasta dalla consistenza eterea e scioglievole si fonde benissimo con la provola, la delicatezza del fiore di zucca smorza la sontuosità dell’alice, bella carnosa, affumicata, zugos, sapurita, sposa fedele e devota del burro che condisce perfettamente una delle pizze più buone che abbia mai mangiato. Commovente, emozionante. E giù di bollicine. Ci sta.

Ed ora “ce la posso fare”. Un ritorno al territorio con una pizza ammaliante e golosa. Pomodoro San Marzano, parmigiana di melanzane, fior di latte misto bufala, parmigiano reggiano di montagna 32 mesi. Nun ce sta nient a fa, pancia quasi piena, ma a parmigggggian è semp a parmigggggian 😀

Ehm…e il dolcetto? Io voglio il dolcetto! “Per il dolce c’è sempre spazio”! detto fatto. Pina mi accontenta subito a volo, dalle sue mani, con dei cubetti di mango. Si. Mango. La vedo lavorare e sorrido. Vedo la passione, vedo l’amore, vedo la cura con la quale prepara i flute con sorbetto allo Jacquesson e gelato al mango (quest’ultimo tra i miei gusti preferiti in assoluto). Un mix assurdo di sapori belli, veri, fedeli ma personalizzati, perché Lei è così.

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Che serata. Quanto ho mangiato e quante emozioni ho provato. E quanto ho rafforzato il pensiero che Francesco Martucci è uno di quelli che le emozioni le regala. A volontà.

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Pizzeria I MASANIELLI
Viale Lincoln, 27
Caserta (CE)

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Giovanni Mele

Testo e Foto sono proprietà di “Le avventure culinarie di Puok e Med”.
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