#pellegrimangio

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Il #pellegrimangio è una iniziativa, un progetto, un sogno di LE AVVENTURE CULINARIE DI PUOK E MED. Anzi, si potrebbe dire che è una iniziativa, un progetto, un sogno di Egidio Cerrone, perchè è una storia questa che nasce ancor prima del blog, una storia che trova le sue radici in due passioni. Una è nota da queste parti, è quella sfrenata, viscerale, romantica per il cibo. L’altra nasce qualche anno fa a qualche km di distanza, in Norvegia. Lunghe, lunghissime passeggiate, anche ostili, in pendenza, in discesa, dietro le cascate, roba che fortifica l’anima. Quando tornai dalla terra dei fiordi, già si consumò il primo prototipo di #pellegrimangio: Pianura-Sorbillo a piedi, due ore e mezza tra le strade di Napoli per una grande pizza. Ma già tre anni fa avevo in mente il vero #pellegrimangio, l’atto di fede, nel posto preferito di chi vi scrive: la paninoteca Ciro Mazzella al Monte di Procida, 20 km a piedi in tour mozzafiato. Dovevo solo trova coraggio e qualche altro pazzo, come Michele che è stato il primo a volermi accompagnare e a suggerirmi questo bel nome. LO ABBIAMO FATTO! E il #pellegrimangio è una iniziativa, un progetto, un sogno che meritava la sua sezione. Qui troverete tutte le info, la stampa, i racconti, gli scatti del primo, e chissà, di un prossimo #pellegrimangio? #staytuned #staymangio

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#PELLEGRIMANGIO VOL. 1

Le avventure culinarie di Puok e Med | #PELLEGRIMANGIO (anteprima)

LE AVVENTURE CULINARIE DI PUOK E MED presenta:

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#PELLEGRIMANGIO, un atto di fede.

Le avventure culinarie di Puok e Med è nato in un luogo. Quel luogo che ho desiderato e raggiunto almeno una volta al mese negli ultimi quattro anni, quel luogo in cui risiede tutta l’energia di questo blog, una ricarica. Ancor prima di scrivere le prime righe di queste avventure, ho portato alla PANINOTECA DI CIRO MAZZELLA tutti i miei amici, anche dai posti più remoti della Campania. “E’ un atto di fede”, rispondevo loro quando mi parlavano di kilometri, divertendomi a fargli vedere come avevo impostato “Il panino di Mazzella” come religione su Facebook. E quando ormai avevo finito amici e conoscenti è nato questo blog, proprio lì, quasi a volerlo far sapere a tutti. Dai primi fan ad oggi, le ultime statistiche dicono che ormai fuori a quella brace “Egidio” è la parola più nominata insieme a “salsiccia”. Roba che è il momento di realizzare un sogno nel cassetto nato prima di questo blog, l’atto di fede estremo, la devozione totale, l’amore vero. Ecco che per il mio panino del cuore, per il più romantico dei personaggi di queste avventure e con un pizzico di follia, pesco dal cassetto il PELLEGRIMANGIO. Fuorigrotta-Mazzella A PIEDI, un tour attraverso i meravigliosi Campi Flegrei, passando per le coste di Bagnoli, Pozzuoli e Lucrino, risalendo il Castello di Baia fino a raggiungere la straordinaria panoramica di Monte di Procida. Ci aspetterà Ciro e tutta la famiglia Mazzella, per un panino che sabato 12 luglio 2014 si farà sacro. Ad accompagnarmi come partner ufficiale “il primo pazzo che ho trovato”, Michele Del Vecchio di Spazio Tangram, e con grande soddisfazione, le telecamere di FANPAGE per un ennesimo divertente reportage di Luca Iavarone. Stay tuned! #pellegrimangio

(Egidio Cerrone)

PELLEGRIMANGIO vol.1 Fuorigrotta, Stadio San Paolo -> Paninoteca CIRO MAZZELLA (Via Panoramica 27, Monte di Procida)
sabato 12 luglio 2014
orario di partenza 18.00 circa
orario di arrivo 22.30 circa

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(foto di Tommaso Esposito)

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Fanpage.it | IL PELLEGRIMANGIO: 20 KM A PIEDI IN PROCESSIONE PER UN PANINO
qui: http://www.fanpage.it/il-pellegrimangio-20-km-a-piedi-in-processione-per-un-panino/#ixzz36smO8dK7

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Si chiama Egidio Cerrone, 26 anni foodblogger napoletano, e ha deciso di percorrere 20 km a piedi in segno di devozione per un panino e il suo creatore: “È un atto di fede e di amore”.

Spesso ci si imbatte in notizie incredibili da leggere, sfide che gli uomini intraprendono per dimostrare il superamento dei propri limiti. A parlarne vengono in mente quelle di atleti super allenati, di pericolose avventure estreme ai confini del cielo e della gravità. Ma se vi parlassi di un uomo che ha deciso di percorrere 20 km a piedi, in segno di devozione per un panino e il suo creatore, probabilmente mi prendereste per pazzo. Lui è Egidio Cerrone, 26enne foodblogger napoletano e fondatore del fortunato “Le avventure culinarie di Puok&Med”, ed ha trovato nella “Paninoteca Ciro Mazzella” di Monte Procida, la sua Santiago de Compostela.

L’impresa ha un nome: PellegriMangio. Egidio Cerrone partirà il prossimo sabato 12 luglio alle 18, da un luogo simbolo come lo Stadio San Paolo (visto che si gioca tra il sacro e il profano, non poteva scegliere luogo migliore che il tempio del calcio, per molti napoletani la seconda religione ufficiale dopo quella cristiana), accompagnato da un amico, Michele (anche se, come anticipa dalle sue pagine, apprezzerà chi vorrà unirsi durante il cammino), per un percorso mozzafiato lungo 17.5 km: Campi Flegrei, le coste di Bagnoli, Pozzuoli, Lucrino, la salita del Castello di Baia e la meravigliosa panoramica del Monte di Procida, dove ad attenderlo ci sarà il suo “graal”, il panino di Ciro Mazzella.

Ma perché un’impresa del genere? Perché farsi 20 chilometri a piedi per un panino? Risposta scontata: non è un semplice panino. Ciro Mazzella, fondatore di questa piccola paninoteca-chioschetto, è un punto di riferimento per gli abitanti del piccolo e splendido paesino di Monte di Procida. È un signore smilzo, con i baffetti e gli occhi vispi, ricorda per la fisionomia un nostrano “Marrabbio”, il famoso papà ristoratore di “Kiss me Licia”. Ciro è da sempre attento ai gusti e alla richieste dei suoi clienti, prepara e cucina solo con ingredienti e condimenti che arrivano dal suo orto, carne italiana dal macellaio di paese e un pane spettacolare, impastato con semola e farina come quelli di Altamura. La cottura? Carboni ardenti sotto ad una griglia che cuoce le migliori prelibatezze. Il must è il panino con salsicce, scamorza e broccoli friarielli, mentre ha nella cistecca (mutuato dall’americano cheese steak) uno dei suoi tratti distintivi: scaloppine di scottona con formaggio fondente. Tutta roba che se uno come Anton Ego la prova, non smette più di piangere.

Egidio Cerrone ha scelto di partire “in processione” alla volta della Paninoteca Ciro Mazzella perché è proprio lì che decise di dare inizio alle sue “avventure culinarie”. “È un atto di fede e di amore” – scrive sul suo blog. Da marzo 2013 ad oggi il suo blog è diventato un punto di riferimento per chi vuole mangiar bene a Napoli e dintorni, lasciandosi affascinare dalle fotografie meravigliose dei locali (e delle portate) e dallo stile narrativo di Egidio che ha il merito, proprio come un vecchio libro di avventure, di superare la barriera tra medium e lettore, accompagnandolo con mano e con tutti e cinque i sensi, nel luogo prescelto. Non una semplice e fredda recensione, non una critica aulica tantomeno un esercizio di stile, ma qualcosa di più potente, genuino ed efficace: è una storia fantastica per ogni morso. Le telecamere di Fanpage saranno presenti al suo primo PellegriMangio (già, perché i suoi fan gli hanno chiesto già un sequel)  documentando tutto in un reportage di Luca Iavarone. Un’occasione così ghiotta, proprio non potevamo perderla.

Gennaro Marco Duello

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Canale Napoli | “PUOK E MED” IN PELLEGRINAGGIO: NASCE IL “PELLEGRIMANGIO” (intervista)
qui: http://www.canalenapoli.it/news/puok-e-med-in-pellegrinaggio-nasce-il-pellegrimangio-131096

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Da quando è nato il suo blog di “avventure culinarie” Egidio Cerrone ne ha fatta di strada e a quanto pare la voglia di farne è ancora tanta. E non solo metaforicamente.

A dispetto del titolo autoironico del Blog “Puok e med” e dei suoi contenuti assolutamente sconsigliati ai salutisti, il simpatico ragazzone di Pianura ha deciso di partire in pellegrinaggio dallo Stadio San Paolo fino a “da Mazzella”, il chiosco di panini più amato del litorale flegreo e forse di Napoli. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare un po’ di lui e di questa sua simpatica idea.

Cos’è il “PellegriMangio” e come è nata l’idea? Come mai hai scelto proprio Mazzella?

È una storia lunga. Mazzella rappresenta il mio posto preferito al mondo. Lo sanno tutti, amici, conoscenti e i gestori di tutti gli altri locali che ho recensito. Ricordo con affetto quando a tutti quegli amici che mi dicevano che Monte di Procida era un po’ troppo lontano, chiedevo loro di fare un atto di fede. E il “PellegriMangio” non è altro che questo, un atto di fede, estremo. A piedi, dallo stadio San Paolo alla famosa panoramica di Monte di Procida. Avevo questo sogno nel cassetto ancor prima di iniziare il mio blog, e ti confido una cosa che in pochi sanno. L’idea è nata in un posto lontano, in culo al mondo, la Norvegia. Io e la mia ragazza siamo stati 15 giorni a Throndeim nel 2011, e tra fiordi e villaggi camminammo praticamente sempre. Tornammo a Napoli con lo sfizio di continuare quelle “passeggiate” e facemmo quello che ora si potrebbe chiamare un mini-pellegrimangio: da Pianura, il nostro quartiere, fino a Sorbillo ai Tribunali, 2 ore e mezzo quasi tutte in salita, passando per Soccavo, Vomero, Salvador Rosa e cosi via. Mi promisi di rifarlo fino a Mazzella, la mia ragazza mi ‘appese’ subito, e son passati tre anni prima di trovare il coraggio e qualche pazzo che mi accompagna, su tutti Michele Del Vecchio di Spazio Tangram.

Cosa manca, secondo te, a Napoli dal punto di vista della ristorazione?

Napoli è conosciuta in tutto il mondo per la pizza. Soprattutto oggi, sono gli anni della pizza. Abbiamo una cultura dei fritti straordinaria, latticini emozionanti, mamme napoletane che nonostante tutto stentano ad estinguersi. Quel che manca secondo me è una cultura seria del panino. C’è tanta robaccia in giro, poco studio, ma soprattutto poco amore. Qualche pioniere c’è, basta scoprirlo e incoraggiarlo, e io ci sto provando.

E qualcosa da rivalutare o riscoprire?

Bella domanda nell’era di Tripadvisor in cui siamo diventati tutti ispettori sanitari, avvocati e gourmet. Mi piacerebbe rivedere i “vasci”, signore belle che proprio fuori la loro cucina ammaccano e friggono pizze. O perché no, cuzzetielli di pane ripieni di cucina napoletana. Quelli che levi la mollica per creare un bel buco da riempire con le polpette al sugo, parmigiana, salsiccia e friarielli, puparuoli, soffritto, frittata di cipolla, frittata di zucchine, verza e pancetta, fegatini con la curazzella. Roba seria.

Quale potrebbe essere la meta di un prossimo pellegrimangio?

Una idea ce l’ho. Ma sai, ci sono così tanti kilometri in ballo che non voglio farmi debiti con la bocca. Ti dico solo che ho due posti in mente, uno più vicino di Mazzella, l’altro ben più lontano.

C’è qualcosa che non mangi o che non ti piace?

La pasta e cavolo, che forse ora potrebbe anche piacermi, devo prima superare un trauma infantile. Mio padre mi ha cresciuto per anni con un motto: “o ti mangi questo o non mangi”. Era quasi sempre di sabato, a svegliarmi era quella puzza e volevo morire. Riuscivo a mangiarla soltanto aggiungendo mezzo chilo di pane. Negli anni, poi, ho scoperto che mio padre voleva solo educarmi, non piace manco a lui la pasta e cavolo.

Su Canale Napoli parliamo spesso di Marenne, qual è la tua preferita?

Salsiccia, porchetta, provola e parmigiana. E’ il mio panino da Mazzella, che in sostanza fa ‘e marenne. Ma anche una sanissima marenna con la frittata calda, magari con le uova fresche delle signora giù da me, sempre Tripadvisor permettendo. O un bel pagnuttiello caldo, appena sfornato, e in mezzo ‘nzogna, sale e pepe, come se lo faceva mio padre nel forno a legna di mia nonna.

Un saluto per i nostri lettori

Ciao mitici, grazie a voi ho scoperto il favoloso decalogo della Mamma Napoletana. Un abbraccio calorico e che la fame sia con voi.

Ciao Egidio, ‘A marenn’ t’accumpagn’!

Paolo “Sindaco” Russo

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Luciano Pignataro Wine Blog | PARTE IL #PELLEGRIMANGIO DI EGIDIO CERRONE. VENTI KM IN MARCIA PER UN PANINO
qui: http://www.lucianopignataro.it/a/grande-notiziaparte-il-pellegrimangio-di-egidio-cerrone-venti-km-in-marcia-per-un-panino/74644/

di Tommaso Esposito

È risaputo, c’è chi per una donna scalerebbe le montagne e andrebbe a piedi al Polo Nord.
Lui, che invece è felicemente fidanzato e fedele, farà venti kilometri di marcia per un panino.

Sarà un #pellegrimangio.
Si tratta di Egidio Cerrone, il food blogger de Le Avventure Culinarie di Puok e Med che fa furore sul websegnalando a un target di giovani (e meno giovani) golosi dove andare a mangiare il meglio di panini, crocchè, panzarotti, pizzelle, frittatine, hotdogs,  e patatine.
Meta del pellegrinaggio sarà il Chiosco di Ciro Mazzella a Monte di Procida.

La carovana di followers guidata da lui e da Michele Del Vecchio di Spazio Tangram partirà dallo Stadio San Paolo di Fuorigrotta sabato 12 alle ore 18.
In marcia lungo la strada che attraverserà i Campi Flegrei, Bagnoli, Pozzuoli, Lucrino, la salita del Castello di Baia fino a  Monte di Procida.
Insomma come nasce questo #pellegrimangio?

Lui dice: “Come un atto di fede estremo, la devozione totale, l’amore vero. Ecco che per il mio panino del cuore, per il più romantico dei personaggi qual è Ciro Mazzella farò questa marcia con un pizzico di follia.”
Nasce allora un nuovo format che di sicuro, è il caso di prevederlo, toccherà in futuro altre tappe golose.

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Le avventure culinarie di Puok e Med | #PELLEGRIMANGIO: I MERAVIGLIOSI SELFIE DI INCORAGGIAMENTO DEI FAN

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Montediprocida.com ft. Paco Smart | #PELLEGRIMANGIO: IL VIDEO DELL’ARRIVO (intervista)

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Le avventure culinarie di Puok e Med | #PELLEGRIMANGIO: I PRIMI RINGRAZIAMENTI

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Buongiorno gente, chi vi parla è appena uscito dal coma, e ha scoperto che quei piedi che ieri sera sembravan due zampogne, ora sono soltanto un pochino bruciacchiati. E il primo pensiero va ai miei 6 validi accompagnatori, chissà come stanno loro. Chissà come sta Michele, il primo pazzo a dirmi di si, il primo pazzo ad esser entusiasta di questa impresa, quello che in un primissimo scambio di battute risalente a mesi fa, al mio pellegrinaggio, mi suggerì pellegrimangio. Mi piacque subito da morire. Ieri, nel momento peggiore, in una salita che ci ha fatto risparmiare 2-3 km ma ha accelerato anche la strada verso un infarto, Michele ha fatto un bel gesto, una mano dietro la schiena a dire, vai Egì ci siamo noi. Chissà come sta Nicola, che si è presentato con un paio di converse, e una borsa piena di litri di beveraggio, piccoletto eroico, quasi sempre capofila. Non dimenticherò il suo stupito e sincero: “ua uagliù i fan”, quando i ragazzi di un bar a Baia si son fatti trovar col loro ministriscione pro pellegrimangio. Chissà come sta Renatino, mio cugino, che ci ha messo il cuore venendo dopo una giornata di fatica e con un mal di pancia durato 20 km; che bello alla fine vederlo contento, contentissimo, e pronto a dimostrartelo con un abbraccio da “evvai ce l’abbiamo fatta”. Chissà come sta quel pazzo di Giosuè, 55 anni, scarpe gialle e passo micidiale. Quando ho visto che uno Slow Food voleva partecipare alla follia Puok e Med, già avevo capito fosse un grande, ma ieri lo ha dimostrato, nel tratto più bello, in cui stavamo da soli, in scorciatoie sperdute, a cantare a squarciagola le canzoni di De Andrè, le sapeva tutte. Da lui, cinquantacinquenne, a Ludovico, 15 anni, forza nelle gambe e già tutta la discografia del mitico Fabrizio. 55, 26, 15 anni, tre generazioni, “quattro passi” e un pò di Faber, straordinario. E infine chissà come sta Lorenzo, il primo ad ammettere la progressiva decadenza del suo corpo. “Sto come la sfravecatura” ha annunciato a fine percorso, già sapendo di avere un asso nella manica, gli infradito, che càzzo di invidia. E Maria e Teresa, che da cavalieri invisibili, zitte zitte, m’hanna fatto stà “senza penzier”, hanno badato a tutto loro, prima, durante e all’arrivo. Vi auguro di ritrovarvi persone così nella vita. Grazie ai Fanpage, Luca e Peppe, che ci hanno accompagnato dalla mattina, e anche se le riprese avrebbero potuto stravolgere il senso di questa impresa, sono stati bravi a trovare i giusti compromessi, lasciandoci camminare tranquilli per lunghissimi tratti. Grazie alla macchina dei reporter. Dora, che mi vuole veramente bene e non se lo sarebbe perso per nulla al mondo. Tommaso, che si è fatto tutto il tragitto in auto, prima e seconda, lasciandosi anche andare all’interpretazione del suo primo mestiere nella vita: ‘o duttore, grazie per non aver detto alle telecamere cà stev’ nguaiato. Grazie ad Antonella, la moglie del dottore, che da oggi in poi chiamerò Antonella Settemmezzo (7 e mezzo), che da donna fiera di mezza età, si è fatta quasi mezzo pellegrimangio insieme a noi. Grazie a Luciano Furia, una roccia, un appassionato, un sincero amico. Si è fatto da Via Diocleziano a Pozzuoli un 20 soste, scendeva, fotografava, steso, seduto, sui muretti, aggrappato alle ringhiere, e poi ripartiva per farsi ritrovare un 200 metri più avanti. Che putenza! Grazie alla famiglia Mazzella, avete svolto un grandissimo lavoro, nonostante il bordello di gente di ieri sera. Grazie Flavia, Rita, Concetta, Luisa, Ilario, Davide, Dario, sicuro che quello che ho fatto ieri rimarrà per sempre nei vostri cuori. Grazie a tutti gli amici che ci hanno supportato, tutti quelli che nei giorni prima ci hanno fatto sapere del loro affetto con dei selfie #pellegrimangio indimenticabili, e a tutti quelli che ieri sera erano lì ad aspettarci, ad applaudirci e ad accompagnarci in quegli ultimi metri tra noi e la brace. Grazie infine a Ciro, senza quello che mi hai trasmesso in questi quattro anni, senza tutto l’amore che metti in quel panino, IL PANINO, questo evento non avrebbe avuto senso di esistere GRAZIE, Egidio Cerrone, Le avventure culinarie di Puok e Med
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Di Testa e di Gola | PELLEGRIMANGIO. A CIASCUNO I SUOI DEI
qui: http://www.ditestaedigola.com/pellegrimangio-a-ciascuno-i-suoi-dei/

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Che il cibo e la religione non siano mai stati l’uno distaccato dall’altro è storicamente comprovato.
Alle divinità si offrivano cibi in ogni religione.
Presso i romani l’altarino dedicato ai Lari (Divinità del focolare) era ubicato in cucina.
Nella religione cristiana la cena è la simbologia della condivisione.
Presso gli Ebrei il rito dello Shabbat è iniziato con due pani e un canto di gioia.
Insomma, potrei continuare per ore e reperire in ogni professione di fede una stretta correlazione tra la religione e il cibo.

Egidio Cerrone ha la sua di religione. E la professa attraverso un sito dal simpatico nome “Puok & Med”.
Il tema ricorrente del blog è il cibo ed in particolare lo street food.
I racconti che pubblica delle sue avventure culinarie, condite da storiche abbuffate nelle quale prova tutto quello che è indicato a menu, sono densi come il ragù della sua mamma e unti come i crocchè e arancini che ha divorato a quintali.
La penna è buona e, benchè si sforzi di essere terra terra, tradisce una laurea e la sua attuale qualifca professionale di ricercatore sull’Alzheimer.

Quando questo suo “viaggio” è iniziato, tra cartocci di fritti e pizze a libretto, c’è stato un luogo simbolo che lo ha determinato: il Chiosco in legno di Ciro Mazzella a Via Panoramica al Monte di Procida.
Lì è nata l’idea di Puok & Med, lì è il suo panino simbolo, lì i suoi Dei.

Se dovessi fare un parallelo tra me ed Egidio potrei dire che lui è Monoteista, con una sua Divinità ben identificata, mentre io sono e resto Politeista, con tanti Dei, alcuni a volte nuovi, freschi freschi arrivati.
Per il resto le “fondamenta della fede” sono identiche. Entrambi crediamo nel cibo buono!

Proprio ieri il suo atto di fede supremo si è compiuto! Un pellegrimangio (pellegrinaggio per mangiare) dalla sua abitazione di Pianura sino a Chiosco di Mazzella. Un percorso di circa 20 chilometri tutto a piedi al quale si sono uniti un gruppo di adepti (tra questi i nostri amici Giosuè Rino Silvestro e Luciano Furia). Una breve sosta a Pozzuoli dove ha trovato Dora Sorrentino e Tommaso Esposito per rinfrancarlo con una Pizza di Coccia e poi dritto alla meta, verso l’agognato simulacro di ogni suo atto di fede.
Nella gallery le immagini di questo Cammino sulla via di Monte di Procida.

Credo in cibum bonum et unum!

di Giustino Catalano

Foto Luciano Furia

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Di Testa e di Gola | IL #PELLEGRIMANGIO ATTRAVERSO I MERAVIGLIOSI SCATTI DI LUCIANO FURIA

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Luciano Pignataro Wine Blog | PELLEGRIMANGIO DI EGIDIO CERRONE PER IL PANINO DI CIRO MAZZELLA: DAL SAN PAOLO AL MONTE DI PROCIDA!
qui: http://www.lucianopignataro.it/a/monte-di-procida-pellegrimangio-egidio-cerrone-ciro-mazzella/74771/

di Dora Sorrentino e Tommaso Esposito 

Già l’idea del pellegrimangio sembrava simpatica, cioè andare a piedi, quasi venti chilometri dallo Stadio San Paolo fino a Monte di Procida, per celebrare e mangiare il panino del mitico Ciro Mazzella.

Poi i social media mobilitati per l’occasione dall’ideatore Egidio Cerrone, il food blogger di Le Avventure culinarie di Puok e Med, hanno fatto il resto.

Cosicché la lunga marcia non è stata soltanto un gioco, un puro divertimento.
E’ servita a consacrare Puok Egidio come il profeta dello street-food napoletano e non solo.
A breve, infatti, dopo quella da Bonci e Callegari a Roma, ci sarà qualche sua bordata a Firenze per il panino con il lampredotto e a Palermo per gli sfinciuni, pane e panelle e la meuza.
Insieme a lui ha marciato un bel gruppo di followers a cominciare dal Michele Del Vecchio di Tangram e Giosuè Rino Silvestro Fiduciario Slow Food di Napoli.

Una tappa intermedia soltanto, quella da Ciro Coccia a La Dea Bendatadi Pozzuoli.

Un po’ di carburante cioè panzarotti, pizza margherita e ripieno fritto prima di affrontare la grande salita che mena da Lucrino fin su la via panoramica dove c’erano ad attendere i pellegrimangiatori il Sindaco del paese e tantissimi amici.

Che il buon cibo suia condiviso in allegria e che tutti si sentano in pace e contenti.

Ciro Mazzella insieme a Egidio Cerrone ormai lo insegnano.

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Il Mattino | 20 KM A PIEDI PER IL PANINO DI MAZZELLA

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