Tag Archives: cicoli

Pizzeria I MASANIELLI

puokemed masanielli 1

Leggenda narra che nella contea di Caserta ci sia un posto magico. Dove abita uno stregone che ha le mani grandi come grande ha il cuore. Su di lui si narrano mille storie, si dice passi le sue giornate in una caverna dalla porta chiusa, col suo forno, montagne di farina e leccornie dalla Campania tutta. Trasforma l’oro in pizze e le pizze in oro, e nessuno ancora é riuscito a capire come fa, con quelle mani così grosse, a regalare a compaesani e forestieri quei gioielli che solo nani e folletti di terre lontane riuscirebbero a plasmare. Questa è la storia del gigante buono di Caserta: Francesco Martucci, pizzeria I Masanielli, top 3 in Campania.
puokemed masanielli 23
La sua storia ha inizio in una caverna ancora più piccola a pochi passi dall’attuale dimora. Lì il giovane Francesco, leader simpaticone tra gli amici e tra gli spalti della squadra del paese, coltiva la sua passione per l’arte bianca. In quel buco a insegna I Masanielli, che oggi esiste ancora ed è gestito dal fratello Sasà, Francesco ammacca e concia, ammacca e concia, e nel frattempo studia, sperimenta, e come fanno quelli che poi diventano i migliori, gira la Campania e assaggia, si confronta, si intrufola nelle aziende conosciute e non, umilmente si presenta e umilmente si mette in gioco. Pochi anni e i Masanielli iniziano a diventare qualcuno, e piano piano la vecchia pizzeria d’asporto con qualche tavolo inizia a diventare stretta per un gigante del genere. Ha bisogno di spazi, non per lui che trascinato dalla passione si fa piccolo piccolo tra banco e forno, ma per chi inizia a voler bene a lui e alla sua pizza. Cerca una caverna più grossa, la trova a viale Lincoln, umile ma accogliente, e di nuovo piano piano spertòsa la noce. Oggi a Caserta la sua pizza è un cult, ogni sera svariate centinaia di avventori che aspettano che inizi lo spettacolo. Come Gandalf e i suoi fuochi d’artificio, Francesco e le sue pizze.
puokemed masanielli 10

Ricordo ancora la prima volta che andai a trovarlo. C’era Linda alla cassa, moglie e so(u)pporter, che ancora non mi conosceva. Chiesi di questo gigante leggendario e rimase stupita da un pellegrino così entusiasta. Attraversai veloce la sala gremita e spalancai la porta della caverna. Fu emozionante, c’era questo omone che accarezzava dischi di pasta, pareva tenesse dei fiori preziosi tra le mani. Si gira al mo avvento, incrocio di facce belle, e quella accoglienza quasi natalizia che manco Babbo Natale: “Oh oh ohhhhhhhhh”. Era felicissimo, e io non sapevo ancora che da li a pochi minuti lo sarei stato il triplo. Non sapevo che da li a pochi minuti avrei mangiato una delle pizze più buone della mia vita.

puokemed masanielli 34

Perchè le pizze di Francesco non puoi trovarle altrove. C’è troppo di lui in quella pasta, c’è troppo la sua storia e la sua esperienza. C’è la sua ricerca, in tutto. Impasto meraviglioso, se lo prendi tra le mani prima di stenderlo inizia a liquefarsi, è tutt’acqua. Se lo vuoi stendere bastano tre mosse: un tuffo nella farina, pochi secondi di polpastrelli e quando incredibilmente si è già stesa, un giro sul dorso della mano ed è pronta. Ha qualche segreto, qualche diavoleria da stregone, una sapienza intrinseca, chi lo sa, ma quell’impasto è di un altro pianeta. Superman.

puokemed masanielli 28 egidio cerrone

Dopo che l’ha cunciata con l’affetto che darebbe al figlio, se la gode vedendola crescere bella al forno. S’abboffa, addiventa ‘nu canotto, la legna ardente si fa compressore e da la dentro quelle pizze escono piene d’aria, belle che già le vedi e capisci che sarà come affondare un coltello nel burro. Magnifique.

Una leggerezza spaventosa. Che rinuncia un pò allo zuccherino piacere di una pizza cromaticamente più classica ma spinge la scioglievolezza oltre ogni limite. Al boccone si scioglie in bocca e si fa tutt’uno con i meravigliosi ingredienti ricercati da Francesco negli anni. Basta aprire il menù, sembra una guida Slow Food. C’è una cura maniacale per il topping, ci sono pizze favolose alle quali ogni settimana se ne aggiunge qualcuna nuova, perchè sarà capitato che Francesco avrà utilizzato l’ennesimo lunedì di chiusura per tuffarsi in un nuovo caseificio, un nuovo allevamento, una nuova salumeria, gastronomia, macelleria, da un nuovo contadino.

puokemed masanielli 22 egidio cerronepuokemed masanielli 21

E se il caro Francesco riesce a fare questo, nce sta niente a fà, è un grande e meriterebbe di essere in tutte le guide gastronomiche, rispetto e una stima infinita. Ma se è finito tra queste calorose righe è perchè mi ha conquistato con le pizze più semplici e difficili di sempre. Quelle che se ordini sempre quelle, è facile che quella è diventata subito una delle tue pizzerie del cuore: margherita e marinara. Ogni volta che torno, non ci scappa, se pure ne mangio tre queste sò le prime due. Gioielli rari e indimenticabili, un sogno. The Puok’s best friends.

puokemed masanielli 26puokemed masanielli 36

E come in tutte le belle storie c’è sempre una mamma. Fritture e presenza in cucina, “Mammà mò ti arriva ‘na pizza per una montanara”.

E che montanara. Putess’ bastà la classica pummarulella e bufala, ma solo dio sà quant’è bona ‘a montanara ‘cu amatricana. Caserta tra Napoli e Roma. Pornografia pura e festa per i peccatori di gola. Chiedetela ripassata al forno e solo con pecorino senza altri latticini. E verite che ve magnate, guanciale, pummarola leggeremente piccante, ‘a botta e furmaggio e quella pasta che pare ‘na nuvola dove tutto poggia. Mammamì.

puokemed masanielli 31

Caserta quindi vibra e vibra forte. Nella sua arena c’è un leone, un vero maestro. C’è Francesco Martucci, i suoi Masanielli e la sua pizza meravigliosa.

puokemed masanielli 42 egidio cerrone

Pizzeria I MASANIELLI
Viale Lincoln, 27
Caserta (CE)

Alla prossima, se ti è piaciuta questa nuova avventura scopri tutto il mondo #puokemed su:
FACEBOOK: https://www.facebook.com/puokemed
INSTAGRAM: http://instagram.com/puokemed/
BLOG: https://leavventureculinariedipuokemed.wordpress.com/

Image

Egidio Cerrone

Testo e Foto sono proprietà di “Le avventure culinarie di Puok e Med”.
Copyright © 2016. Tutti i diritti riservati.

Advertisements
Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Pizzeria “Da Attilio”

puokemed da attilio 7

Questa è la storia di un tempio nel bel mezzo ‘ro burdell. Allucchi di pescivendoli, bancarielli ‘e per e o musso, fritture e pizze a portafoglio, un via vai incessante di gente da ogni dove, la quintessenza della napoletanità tutta concentrata nella Pignasecca. Ed è in quei vicoli calorosi che a un certo punto può accadere la magia. Basta fermarsi lì, Da Attilio.

puokemed da attilio 22

Perchè quel posto sembra starsene lì senza far rumore, ma carico di quella sacralità che calamita anche il passante più impegnato, che da fuori non può non scrutare quel dolce far pizza, quel romantico covo familiare, quell’uomo placido, un pò monaco, quasi zen, che prima ti incuriosisce con quello sguardo fisso che non si distrae tra forno e bancariello, e poi ti emoziona quando quello sguardo lo incroci e ti regala un sorriso vero, pulito e senza fronzoli. Signori e signore, queste è la storia di Attilio Bachetti e del suo tempio. Pizzeria Da Attilio.

puokemed da attilio 23

Erede del “primo Attilio”, quel nonno che nel 1938 aprì la pizzeria. Chissà se immaginava che proprio la “supponta” riuscisse a portare l’attività di famiglia ai livelli attuali, 3 spicchi del Gambero Rosso, l’apprezzamento di tutta la stampa e l’amore di popolo e turisti. Chissà se immaginava che alla prematura morte del figlio Mario, papà di Attilio II, quella forza della natura della nuora riuscisse a mandare avanti con così tanta forza e coraggio la loro cara “puteca”. Fu proprio lei, la signora Maria Francesca, due figli a carico, a diventare in un colpo solo mamma, papà e direttore. E se oggi Attilio è uno dei più grandi pizzaioli napoletani e sua sorella Angelina governa la sala come pochi, non c’è nulla da aggiungere: Maria Francesca ce l’ha fatta.

puokemed da attilio 13

E che vi credete che ora che Attilio e Angelina sono grandi, lei si sta godendo la meritata “pensione”? A ‘na guerriera come lei devi solo cacciarla, lucida come non mai, sergente di ferro, che si emoziona ancora come una bambina tra quei pentoloni per deliziare i clienti anche a mò di trattoria, e ancor di più a preparare insieme ad Attilio uno dei must indiscussi della casa: il crocchettone di salsiccia e friarielli.

E’ un gioco di squadra. Probabilmente lei scaura le patate, Attilio ammesca e concia, “staglia”, pesa e va di provola. Infine due palmi di mano sul pallottone, annanz’ a aret’, annanz’ e aret’, il cilindro si forma e il crocchettone prende forma. Tocca di nuovo a lei, mi chiama per dirmi che mò viene la fase importante, ma sorridendo e sghignazzando mi dice pure che quella parte non può farmela vedere. Si mette davanti, non mi fa copiare e dice che “è un segreto, perciò giuvinò ti piace così assai la nostra impanatura”. Quel che si sa e che sicuramente gli conferisce quel sapore tremendamente rustico e spettacolarmente croccante è ‘o pane rattato, che commerciale non lo è manco per scherzo. Attilio è masto ‘e l’impasto, pizza sì, ma anche pane. E che pane. Con le Att-caverne.

puokemed da attilio 10

Ne fa qualche pezzo ogni mattina quando il forno è ancora basso. Fortunati chi sceglie la trattoria, fortunatissimi chi si piglia i fritti della casa. Pecchè quello che esce da questo pane non è semplice pangrattato, è polvere magica in grani grossi.

puokemed da attilio 9

L’impanatura è pronta, il segreto è custodito dietro quelle spalluccelle ‘e femmena, tocca di nuovo a lei, si frigge. Nessuna friggitrice all’avanguardia, nessuna schiumarola di battaglia, pentola ‘e casa piena d’olio e un paio di forchette, p’avutà e pe girà, “piano piano vedi giuvinò”. Alla fine che poesia quando è pronto, dorato e promettente.

puokemed da attilio 12

Scrocchiarello al taglio di forchetta, il cuore morbidissimo, di patata vera, filante di provola, e stimolante per il leggero amariccio e piccante del friariello. Qualche decina di centimetri di goduria. Food Porn overamente, Huge.

Decisamente interessante, scoperta emozionante, la frittatina. “Attì, ma a me nun me piace la frittatina con l’impanatura, esiste un solo posto al mondo in cui mi piace”. Manco a dirlo interviene lei: “Bello, ma tu devi assaggiare e poi mi dici. Attì fagliene una a volo a volo”.

puokemed da attilio 15

Marò, scemo di un Puok, allo vir’ o film e nun ‘o capisci? La stessa impanatura spaziale, lo stesso cuore filante, la besciamella non invadente, i piselli saporiti e quei tocchetti di salame accunciati col vino rosso. Che meravigliosa malatìa. Buonissima, ufficialmente la seconda frittatina al mondo con impanatura ad entrare nel cuore di un giovane Puok. Ahhhhh.

puokemed da attilio 16

E se vi dicessi che il bello deve ancora venire, non mi credete vero? Fermatevi, non scappate, la pizza di Attilio è meravigliosa.

puokemed da attilio 37

La “suppont prodige” è un vero maestro e il suo impasto ha pochi rivali. Il segreto? Lui lo accenna, è la maturazione. Quella che ottiene con una lunghissima lievitazione, almeno 24 ore, qualche volta anche di più. “Egì, come era sta pizza? Vuoi sape quando l’ho impastata? L’altro ieri, so 36 ore, oggi ti stai mangiando l’impasto premium”. Ed è per questo che la sua pizza ha quella crosticina millesimale così bella e saporita. Ed è per questo che ne puoi mangiare due e non le senti. Ed è per questo che la pizzeria Da Attilio è il sogno di tutti i veraci, quelli che amano ‘a pummarola schiacciata con le mani, i latticini tagliati a mano, uoglio e furmaggio generosi, e la bellissima sensazione di poterne mangiare più di una.

puokemed da attilio 34

Leggerezza e sapori di una volta, profumi di una volta. Quando entri in quel tempio cambi anche aria, e come in poche pizzerie storiche senti tutto il profumo della vera pizza napoletana. ‘Na ventata ‘e vasinicola.

puokemed da attilio 90

E infine la pizza che più mi fa impazzire in casa Attilio. La “Appennini”. E’ a forma di stella come la sua più celebre pizza, la “Carnevale”. Ha le punte ripiene di ricotta e al centro fiordilatte, zucchine e funghi porcini. Ed è una capata assurda, a tal punto da definirla geniale, più io che il suo creatore. E mo vi spiego perchè.

puokemed da attilio 29

Perchè al centro i due ingredienti principali sono forti, protagonisti, gonfi di carattere. Le zucchine sono saltate in padella con la pancetta e sono spettacolari, zucchero allardiato. I funghi porcini, per definizione e perchè quì sono ancora più spaziali, hanno un sapore intenso. Il fiordilatte leggermente smorza tutto, ma sono le punte di freschissima ricotta a far partire il trip, lo sballo. Basta tagliare la pizza in otto, ed ogni fetta morderla dal centro verso la punta ripiena. Il viaggio inizia forte, strasaporito, la ricotta ti addolcisce la bocca, il cornicione te la pulisce, pronta per la prossima fetta. Di nuovo sapori forti, la ricotta addolcisce, il cornicione pulisce. Di nuovo sapori forti, la ricotta addolcisce, il cornicione pulisce. It’s like Rum e Pera. E’ la mia droga.

Pizzeria DA ATTILIO
Via Pignasecca, 17
Napoli (NA)

Alla prossima, se ti è piaciuta questa nuova avventura scopri tutto il mondo #puokemed su:
FACEBOOK: https://www.facebook.com/puokemed
INSTAGRAM: http://instagram.com/puokemed/
BLOG: https://leavventureculinariedipuokemed.wordpress.com/

Image

Egidio Cerrone

Testo e Foto sono proprietà di “Le avventure culinarie di Puok e Med”.
Copyright © 2015. Tutti i diritti riservati.

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Pizzeria “50 Kalò di Ciro Salvo”

puok e med 50 kalò ciro salvo 47 margherita egidio cerrone

     50 kalò /ʧiŋˈkwaːnta kaˈlɔ/ 
            50 è il numero che nella cabala rappresenta il pane, l'impasto
             Kalò deriva dal greco e nel gergo dei pizzaioli vuol dire “buono"
             "50 kalò" vuol dire "impasto buono"

Quando ho sentito parlar di lui la prima volta, Ciro Salvo era già una star. Una di quelle star in grado di illuminare anche posti lontani dai riflettori. E l’effetto era stranissimo, un po’ come vedere Daniel Day-Lewis recitare in una fiction, un po’ come vedere Maradona giocare nel Sassuolo. Ricordo il giorno in cui decisi di andare a trovarlo, chiesi a un caro amico di accompagnarmi e la sua risposta fu seguita da un grandissimo hurrà: “Tieni in mano, che adesso Ciro arriva a Napoli”. L’ho aspettato, quando all’inaugurazione non ho potuto esserci ho pazientato, ma quando finalmente l’ho incontrato me ne sono innamorato.

puok e med 50 kalò ciro salvo 44 margherita logo

Perché Ciro rappresenta il pizzaiolo perfetto nel 2015. Lo studio dell’impasto e la continua ricerca dei migliori ingredienti lo proiettano nel futuro. L’uomo dietro la stella, la sua umiltà e il suo essere comunque così dannatamente semplice e senza fronzoli lo legano alle preziose radici del passato, quello dei pizzaioli vecchia scuola, capa ‘e bancariello. Ciro non è altro che quello che così brillantemente manipola: farina, lievito e soprattutto acqua, tantissima acqua.

puok e med 50 kalò ciro salvo 2

Perché l’impasto di Ciro chell’è: acqua, “pura ingegneria” e ricordo ancora con qualche brivido il primissimo boccone. Il coltello che affondava la lama come in un burro, nel cornicione che al pigiar del dito respirava ritornando nel suo stato regale, l’incredibile scioglievolezza. Alzai la faccia, guardai la mia commensale e riuscii a dire soltanto due parole: ZUCCHERO FILATO. Wow!

puok e med 50 kalò ciro salvo 42 margherita

E’ qui infatti, a due passi dal lungomare di Mergellina, che ho trovato la mia margherita. Il pomodoro è ‘nu zucchero, il fiordilatte delicato, l’olio una straordinaria chicca, così buono che potrei piegare la pizza a libretto e berlo, come se, insaporito da tutto il resto, sgorgasse da una fonte nella piega del cornicione. Pornografia EVO.

puok e med 50 kalò ciro salvo 40 olio

Ma se la margherita (insieme alla marinara) è sempre stato il mio banco di prova preferito, da Ciro c’è da perdere la testa con l’incredibile varietà di gusti, colori, sapori. Un piccolo paradiso di pizze, uno di quei posti in cui devi progettare un piano di assaggi su scala annuale. Per sorprenderti e coccolarti, come se fosse ogni volta una nuova scoperta. A partire dai fritti.

puok e med 50 kalò ciro salvo 30 montanara

Dove il top è la montanara classica, così leggera che il ragù impreziosito di carne di marchigiana, il basilico e la spolverata di grana sembrano poggiare su una nuvola. Solo così la pizza fritta si fa antipasto gustoso, ambito, ordinato [mo ce vò] con leggerezza. Spettacolare, per freschezza e gusto, la variante con pancetta e burrata.

‘O llatte ‘mmocca, prima del piccolo gioiellino della casa: la frittatina. Una di quelle la cui grandezza è inversamente proporzionale alla bontà. Pecchè è piccerella, come la intende Ciro ‘nu murzillo “che deve aprì lo stomaco senza appesantire”, ma esplode in bocca grazie al delizioso cuore di ragù. Una bomba tascabile, perfetta compagna del perfettibile panzarotto provola e salame.

puok e med 50 kalò ciro salvo 11 crocchè

puok e med 50 kalò ciro salvo 12 frittatina

Ed è solo l’inizio di un grande sogno, basta fare due passi, arrivare a bocca di forno e godersi lo spettacolo. Ciro pesca l’ostico panetto e lo ammacca come solo lui sa fare, è il “suo” impasto, è sangue del suo sangue. Al suo fianco un “conciatore”, e ammacca e cuoncia, ammacca e cuoncia le pizze arrivano al “fornaro”, che in pochi secondi le avvampa lasciandole morbide come Ciro le ha fatte. Belle, bellissime con l’aggiunta dei salumi in uscita, ‘na rattata ‘e furmaggio e l’ultimo giro d’olio. Una sequenza da guardare in loop senza mai stancarsi, di volta in volta cambiano i colori, esplodono i profumi, e nascono capolavori.

La pizza dell’Alleanza con cipolla ramata di Montoro, lardo e conciato romano, la pizza Lasagna con macinato, pomodoro e ricotta, la pomodorini e bufala, la fiori di zucca ricotta e salame, la margherita salame e pecorino, la mitica e insuperabile margherita con la nduja, quella con macinato e papaccelle, la salsiccia e funghi porcini, quella col cotto San Giovanni, la classica marinara di una bontà pazzesca che ti sembra di mangiare pomodoro appena colto e schiacciato tra le mani, la marinara con le scarole la cui freschezza è paragonabile solo alla potenza con la quale ti esplodono in bocca chiapperi ‘e aulive, quella col capocollo di Martina Franca, quella col carpaccio di manzo, l’eccezionale Ripieno Bianco che è bello, buono e giusto, la soffice pizza fritta.

puok e med 50 kalò ciro salvo 10 pizza fritta

Un tempio della pizza nel cuore di Napoli, dove ‘stu disco ‘e pasta si fa sacro, lo si venera e lo si onora. Al suo interno vi è un vero, autentico maestro dalle mani d’oro, un mito, an instant classic, un uomo come tanti con una sola ambizione nella vita: fare un “impasto buono”, 50 Kalò.

puok e med 50 kalò ciro salvo 46 margherita egidio cerrone

Pizzeria 50 KALO’ di CIRO SALVO
Piazza Sannazzaro 201/B
Napoli (NA)

Alla prossima, se ti è piaciuta questa nuova avventura scopri tutto il mondo #puokemed su:
FACEBOOK: https://www.facebook.com/puokemed
INSTAGRAM: http://instagram.com/puokemed/
BLOG: https://leavventureculinariedipuokemed.wordpress.com/

Image

Egidio Cerrone

Testo e Foto sono proprietà di “Le avventure culinarie di Puok e Med”.
Copyright © 2015. Tutti i diritti riservati.

 
Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Gino Sorbillo e il ricordo di famiglia. Nasce “ANTICA PIZZA FRITTA DA ZIA ESTERINA”

puok e med sorbillo antica pizza fritta zia esterina 01

Non vi è ancora l’insegna ma già le prime file dicono tutto. Si sente il profumo del buono e si intravede la foto di una donna che ha fatto la storia in Via dei Tribunali: Esterina Sorbillo.

puok e med sorbillo antica pizza fritta zia esterina 52

Tanti anni a friggere pizzelle in quel leggendario vascio, la conoscono tutti, se la ricordano in tanti, più di tutti Gino.

puok e med sorbillo antica pizza fritta zia esterina 24 gino sorbillo

Il nipote che ha fatto dell’attività di famiglia e del loro nome un marchio di fama mondiale, che ha incuriosito l’Italia tutta con il suo spirito e ha reso il ruolo del pizzaioulo un fatto bello e non un lavoraccio di serie B, spara una delle sue cartucce più belle, pescando dal cassetto dei suoi sogni forse quello più bello.

puok e med sorbillo antica pizza fritta zia esterina 43 gino sorbillo

Per lei allora, che lo ha cresciuto insieme alle altre donne storiche di quel pezzo di strada, nasce l’ANTICA PIZZA FRITTA DA ZIA ESTERINA. E nasce così, all’improvviso, senza inaugurazioni, come se ci fosse sempre stata. Ora a piazza Trieste e Trento, tra un mesetto proprio lì, a Via dei Tribunali, affianco alla mitica pizzeria di famiglia e alla storica aquafrescaia.

puok e med sorbillo antica pizza fritta zia esterina 51

Nel bel locale alla fine di Via Toledo e a due passi dalla sempre magica piazza del Plebiscito, Gino ha affidato il bancone a un signore che sa il fatto suo. Tant’è vero che “signor Vincenzo” lo chiama, dandogli del lei, per poi sdrammatizzare rivelandoci il suo soprannome: Capajanca.

puok e med sorbillo antica pizza fritta zia esterina 21

puok e med sorbillo antica pizza fritta zia esterina 25 egidio cerrone capajanca

E Capajanca è un grande, dopo anni nella pizzeria Costa a Porta Capuana, dove si frigge mattina e sera, ora al banco di marmo di questa nuova realtà, divertito nell’utilizzare farina biologica, testa bassa ma voce alta. “78? Come la facciamo? Cotto, no solo cicoli e salame, ci metto il salame, VA BEEENEE?”. Spettacolare.

puok e med sorbillo antica pizza fritta zia esterina 31

puok e med sorbillo antica pizza fritta zia esterina 48

puok e med sorbillo antica pizza fritta zia esterina 41

Lui e quel friccichio dell’olio nei vecchi pentoloni a vista, dove Micheluccio, ex pizzeria Donna Regina, schiumarola alla mano, le gira, le bagna, le gonfia. Belle, auree, e con quella chiusura non perfettamente ermetica che ricorda quelle di una volta, irregolari, con le creste croccanticcie.

puok e med sorbillo antica pizza fritta zia esterina 06

puok e med sorbillo antica pizza fritta zia esterina 07

puok e med sorbillo antica pizza fritta zia esterina 18 egidio cerrone

Se poi l’impasto è leggero e profumato, e qui ci pensa Pasqualino ‘e Furcella, che gia da anni lavora nella pizzeria storica ai Tribunali. “Acqua, farina, lievito e sale, niente ‘e cchiù, ripete Capajanca. Poi ‘e pazzià buono sulla temperatura dell’olio, ‘e chest’ è”.

puok e med sorbillo antica pizza fritta zia esterina 49

puok e med sorbillo antica pizza fritta zia esterina 26

E forse è proprio questo che farà il successo di questa nuova e preziosa casa della pizza fritta, semplicemente semplice, semplicemente buona, provare per credere la più semplice di tutte, la fantastica provola e pummarola. E allora viva Capajanca e i suoi ragazzi, viva Gino, viva zia Esterina.

ANTICA PIZZA FRITTA DA ZIA ESTERINA
Piazza Trieste e Trento
Napoli (NA)

CONTENUTI EXTRA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

Le avventure culinarie di Puok e Med | ANTICA PIZZA FRITTA DA ZIA ESTERINA 1935: LA PIZZA FRITTA CHE STA SPOPOLANDO NEL CUORE DI NAPOLI RADDOPPIA NEL POSTO IN CUI HA FATTO LA STORIA

puok e med antica pizza fritta zia esterina 1935 33 sorbillo

Alla prossima, se ti è piaciuta questa nuova avventura scopri tutto il mondo #puokemed su:
FACEBOOK: https://www.facebook.com/puokemed
INSTAGRAM: http://instagram.com/puokemed/
BLOG: https://leavventureculinariedipuokemed.wordpress.com/

Image

Egidio Cerrone

Testo e Foto sono proprietà di “Le avventure culinarie di Puok e Med”.
Copyright © 2014. Tutti i diritti riservati.

Tagged , , , , , , , , , , , , , , ,

Pizzeria “SALVO FRANCESCO & SALVATORE”

Image

Due ragazzi, tra la folla per entrare da Salvo, parlano di pizzerie. “Comm’ è bella sta pizzeria!”, dice il primo. “Mmmm…” risponde il secondo “…a me non piace assai, a me piacciono le vecchie pizzerie, quelle piccole, tradizionali e che ci rappresentano nel mondo! Questa sembra una catena di montaggio, cosa dà a Napoli?” Il primo ragazzo sta per rispondere, ma viene subito interrotto da una voce che sembra provenire da un barattolo di piennolo: “Frà…” risponde il pomodoro quasi pepetiando  “…8000 chili all’anno”.

Image

Image

Fratelli Salvo. Un giorno si dirà che San Giorgio a Cremano è stata costruita intorno alla loro pizzeria. Basta passare un minuto la fuori, e capire subito che la più bella pizzeria campana illumina tutto il resto, abbellisce la piazza e la ravviva.  Francesco e Salvatore, lavoratori instancabili, e pionieri di un nuovo concetto di pizzeria, hanno creato un piccolo gioiello, un esempio. Perchè se è vero che esistono pizzerie che puntano sulla qualità a discapito dei coperti, e allo stesso modo quelle che di posti ne hanno tanti ma di qualità poca, la pizzeria dei fratelli Salvo è l’esempio brillante di come si possa fare grandi, grandissimi numeri con uno standard qualitativo enorme, in grado di raggiungere ogni palato e ogni tasca. Innovando sempre, ma senza perdere quell’anima popolare tramandata da generazioni, che ti si rivela appena entri e ha un nome e cognome: Bancariello Dei Fritti.

Image

Image

Image

Image

Image

Anni a tormentarmi dopo aver visto Pulp Fiction, a chiedermi cosa ci fosse in quella valigetta alla base di tutte le tarantelle del film, cosa fosse quella luce intensa, dorata, che avrebbe lasciato di stucco prima John Travolta e poi Tim Roth. C’è chi dice che conteneva l’anima di Marsellus Wallace, chi una pistola dorata, chi il vestito dorato di Elvis. Tarantino non lo ha mai rivelato. Secondo me c’era l’aurea, luccicante, magistrale frittura dei Salvo.

Image

Image

Image

Image

Senza pazzià, è tutto perfetto. ‘E mulignanelle doce doce, dei gustosissimi – finalmente – scagliuozzi di polenta, una deliziosa e leggerissima pasta cresciuta, una frittatina da fuoriclasse. Al suo interno niente ragù, solo cotto, provola e besciamella, per un risultato incredibile. Delicata ma saporita, fragrante all’esterno grazie a una pastella eccezionale, cremosa all’interno. Standing ovation!

Image

Emozionante e irrinunciabile, come quelli che amo definire i miracoli di ingegneria dei fratelli Salvo: l’arancino e soprattutto ‘o panzarotto, senza impanatura. Un tormentone. Come fanno? Cosa fanno? Di che stregoneria si tratta? Li adoro, li venero, li voglio. Antipasto d’autore. Ante-pizza perfetto.

Image

Image

Image

Image

Image

Due forni e uno squadrone. Chi ammacca, chi concia, chi inforna. Come si è sempre fatto nelle grandi pizzerie, ma all’ennesima potenza. Velocissimi e bravissimi, una pizza dietro l’altra e una festa di prodotti d’eccellenza. Quei prodotti che i fratelli Salvo amano e sostengono, investendo nella nostra Campania e regalando al cliente una grandissima pizza alla portata di tutti.

Image

Image

Image

Image

Image

‘Na bontà, dall’impasto sofficissimo, di quelli studiati, ricercati e migliorati negli anni, e che conoscendo i padroni di casa migliorerà sempre. La testa di Salvatore Salvo è sempre là. Roba che te ne mangi due o tre. Roba che Francesco Salvo ‘o ngegnere, quando mi è arrivata la bellissima fritta a tavola come fine pasto, lasciando per un attimo il personaggio di cassiere sergente coordinatore, mi fa ridendo: “Egì basta, è finito tutto”. Gran dessert, Francè!

Image

Image

Cicoli, ricotta, provola e pepe. Buonissima e carica di gusto, leggera che manco ve lo dico, latticini di un altro pianeta, che fanno la differenza, qui e su ogni pizza, nella frittatina e nei crocchè, per il taglio, la qualità e la consistenza in cottura. Fenomenali. Fenomenali come questi due bestioni. Andate a trovarli, non fatevi spaventare dalla fila riempi-piazza, scorre veloce. Li troverete stra-impegnati, presi, per regalare a voi una bellissima e gustosissima serata, e a Napoli una pizzeria che farà la storia.

Image

PIZZERIA “SALVO”
Largo Arso, 10
San Giorgio a Cremano (NA)

CONTENUTI EXTRA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

Le avventure culinarie di Puok e Med | LA PIZZERIA SALVO DI SAN GIORGIO CALA L’ASSO CHE SPACCHERA’ TUTTO: LA FRITTATINA DI PASTA E PATATE 

puok e med francesco e salvatore salvo frittatina paste e patate 10

Alla prossima, se ti è piaciuta questa nuova avventura scopri tutto il mondo #puokemed su:
FACEBOOK: https://www.facebook.com/puokemed
INSTAGRAM: http://instagram.com/puokemed/
TWITTER: https://twitter.com/puokemed
BLOG: https://leavventureculinariedipuokemed.wordpress.com/

Image

Egidio Cerrone

Testo e Foto sono proprietà di “Le avventure culinarie di Puok e Med”.
Copyright © 2014. Tutti i diritti riservati.

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Pizzeria “PIZZERIA DEL POPOLO”

Image

Un ragazzo e suo fratello decidono di andare al cinema. Lo spettacolo è in tarda serata, e da buoni napoletani se’ vanno a magnà na pizza. Mò di pizzerie ne conoscono tante, ma quella sera decidono di cambiare. Fuori dai soliti circuiti, fuori dai soliti riflettori. C’è una pizzeria a Piazza Mercato che già dal nome li entusiasma. Ci vanno, si arrigreano e il conto è commuovente. Il film dopo se lo vedono pure, ma a’ capa sta ancora là e dopo neanche due giorni ci ritornano, con le persone più care perché è cu’ loro che si condividono le cose più buone, ambress’ ambress’. E manco a dirlo, pure loro si ciaceano, due margherite a testa pecchè è festa. Avevano appena scoperto che in quella piazza così bistrattata c’era il loro piccolo angolo di paradiso, la fantastica “Pizzeria del Popolo” di Gianni Breglia.

Image

Era il 1989, forse il 1990, e ‘nu guagliunciello simpaticissimo e buono comm’ o’ppane muoveva i primi passi nel mondo della pizza. E che passi, nel meglio della tradizione: via dei Tribunali, scuola Di Matteo, allievo del grande Ernesto Cacialli negli anni d’oro, quelli dei ritmi frenetici e dello spirito di gruppo, del G7 e della pizza a portafoglio di Clinton. Ammacca e cuonc’, ammacca e cuonc’ e passano sedici anni, quando o’ giuvinotto sé fatto grande e sogna la sua pizzeria. I primi mesi tristi alla ricerca disperata di un locale, i prezzi alle stelle, la rassegnazione. Fino a quel giorno in cui lavorava in sala, aveva appena visto un locale che non poteva permettersi e non sapeva che il suo destino era lì seduto a un tavolo. Na’ cliente, che “Ci-cì, venite accà! Nunnè che conoscete a qualcuno ch’ave bisogno è nu locale pe’ na pizzeria?”. Non ci poteva pensà. Non se lo fece dire due volte e andò subito a vederlo. Se ne innamorò e poco importava che era solo per l’asporto, Gianni Breglia aveva la sua pizzeria. Era appena diventato “il pizzaiolo del popolo”.

Image

Image

Oggi dotata di una piccola saletta semplice e essenziale, la pizzeria “del popolo” lo è diventata di nome e di fatto. E non poteva essere altrimenti: staff affiatato e indispensabile, semplicità dell’offerta e prezzi imbattibili, tutti i segreti della vecchia scuola e na dije e pizza. Il sogno popolare.

Image

E “popolare” come sono, me ne sono innamorato, nella sua straordinaria semplicità: pizza al forno, pizza fritta e friggitoria, bast’, tutto quello che una pizzeria popolare deve avere, e che forse sembrerà poco, giusto perché non vi ho ancora detto che la Pizzeria del Popolo eccelle in ognuna della poche cose che propone. A partire dai fritti, dove tra una frittatina bella sapurita e due tipi di arancini deliziosamente croccanti, spicca nu’ crocchè come dio comanda. Patate vere, sale, pepe, prezzemolo e provola filante, cinquanta centesimi e ti passa ‘a paura, cinquanta centesimi e ti torna il sorriso. Si dice che quando gioca il Napoli si fa a chi arriva prima per portarsi un bel cartoccio di fritti a casa. Vanno a ruba, so troppo buoni.

Image

Image

Image

Image

Image

Image

E se non bastasse c’è una bella montanara fresca fresca, soffice e non “abbuffata” perché leggermente bucherellata, solo pomodorini, basilico e parmigiano. ‘E che profumo. Giusto per finire di gusto gli antipasti e dedicarsi completamente alla straordinaria pizza al forno.

Image

Image

Image

Image

Che manco a dirlo, è popolare pure lei, a rota’ è carro, che da che mondo è mondo è il tipo di stesura nato per soddisfare gli occhi del “popolo”, di chi aveva pochi soldi da spendere e li voleva spender bene, e chiù grossa era a’ pizza, chiù ce faceva a’ pensata. La pizza di Gianni esce fuori dal piatto, è sottilissima e incredibilmente leggera, ‘na sfoglia, semplice, chiena ‘e sapore e senza fronzoli. Ne puoi mangiare due nella gioia di non sentirle. Via con le danze.

Image

Image

Image

Image

Image

Image

Image

Che bellezza! E che bontà. Una di quelle pizzerie in cui ci vai apposta pe’ na bella margherita. Classica col fior di latte, o col fior di latte misto bufala per dar quel pizzico di gusto in più senza perdere la consistenza del latticino, il risultato è uguale, eccezionale. Sensazione che fin’ora avevo avuto soltanto da Sorbillo ai Tribunali, la mia margherita preferita, e da Michele. Quella stesura irregolare, quel profumo delle pizze di una volta, quella perfetta unione dei quattro ingredienti in un magico insieme. Semplice e irresistibile. Di quelle pizze che ti lasci il “cuore”, quella parte centrale in cui si concentra tutto il sapore e dove tutti gli elementi fanno festa. Chill’ultimo murzillo da mangiare ad occhi chiusi, per gustare in due secondi tutta a’ storia della pizza, tutta Napoli in un boccone. ‘Na pace.

Image

E dal magico calderone della tradizione altri due pezzi forti. Na’ marinara deliziosa, così profumata e leggera da sembrare astratta, eterea. E infine una sorprendente pizza fritta che entra dritta dritta nella mia top 3. Leggerissima e chiena e’ aria, dall’impasto sottile ma forte e saporito, dal ripieno distribuito pe’ tutto ‘o calzone, giusto a lasciare quegli angoli di solo impasto croccanti e gustosi. Quando passa per la sala e arriva al tavolo dei vicini, non ti lascia indifferente, si prende la scena e stai lì ca ta guard’: “la voglio”. Comme’ piace e a mè, solo cicoli, ricotta, provola e pepe. Semplicemente troppo buona!

Image

Image

Image

Image

Image

Image

Non ci pensate due volte, andateci e stupitevi. Vi chiederete anche voi la stessa cosa: “Pizzeria del Po’, ma arò stiv’ fino a mmò?”. W Gianni, W Salvatore, Sissy/Shizuyo e tutto lo staff, W il popolo. E W la margherita con un panetto e mezzo che Gianni ha voluto dedicare alla mia bella fotografa. Uno spettacolo da contemplare!

Image

Image

Image

Image

“Ahhhh, Pizzeria del Popolo, quanto ti amo! così tanto che son geloso di parlarne e ti vorrei tutta per me. Ma tu’ si ddo’ popolo e maggià stà. Pecchè tutti l’anna sapè, che lì in Piazza Mercato, cu ‘nu crocchè, ‘na margherita e quattro spicci, ce sta ‘nu paradiso alternativo”.

Image

PIZZERIA “PIZZERIA DEL POPOLO”
Piazza Mercato, 44
Napoli (NA)

 

CONTENUTI EXTRA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

Le avventure culinarie di Puok e Med | PUOKEMED FESTEGGIA I 3000 NELLA PIZZERIA DEL POPOLO

31 (3)

Le avventure culinarie di Puok e Med | GRANDE FESTA A PIAZZA MERCATO: LA PIZZERIA DEL POPOLO INAUGURA LA NUOVA SALA E SI FA GRANDE

puok-e-med-pizzeria-del-popolo-nuova-sala-inaugurazione 26

Alla prossima, se ti è piaciuta questa nuova avventura scopri tutto il mondo #puokemed su:
FACEBOOK: https://www.facebook.com/puokemed
INSTAGRAM: http://instagram.com/puokemed/
TWITTER: https://twitter.com/puokemed
BLOG: https://leavventureculinariedipuokemed.wordpress.com/

Image

Egidio Cerrone

Testo e Foto sono proprietà di “Le avventure culinarie di Puok e Med”.
Copyright © 2014. Tutti i diritti riservati.

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Antica Friggitoria “MASARDONA”

Image

Chissà se qualcuno ricorda l’attrice teatrale Linda Moretti. Faceva parte della compagnia di Eduardo, fu Donna Rosa ne “Il postino”, e una decina di anni fa ci ha strappato più di una risata in qualche film di Salemme.  Napoletana vera, voce rauca, strepitosa vèrve. Incredibilmente uguale a una vecchia signora che ho incontrato all’inizio di questa nuova avventura.

“Signò buongiorno, sapete dov’è la Masardona?”
“COMM’ GIUVINO’, CONTINUA DRITTO, NON LA SECONDA, LA TERZA A DESTRA”
“Grazie mille signora bella, e buona giornata”
“PREGO UAGLIO’, MO’ VEDETE…CA V’ MAGNAT’ NA ‘DDIE E PIZZA”

 Come al solito, la saggezza dell’umanità è tutta concentrata in queste donne. Aveva ragione, quella che sto per raccontarvi è tra le più emozionanti di queste avventure.

Image

E giustamente, tutto doveva nascere da una di quelle donne.

Era il 1945, finiva la più grande delle guerre, e a Napoli ci si arrangiava. Chi si dava alla criminalità, chi al contrabbando, chi andava a spaccarsi la schiena per qualche spicciolo. Chi, invece, per arrotondà, si improvvisava proprio sotto casa sua. Mogli, che con un po’ d’impasto, un pentolone, tanta simpatia, arredavano il proprio “vascio” a pizzeria. Pizze fritte. Calde, economiche e popolari.

Mi piacerebbe chiudere gli occhi e ritrovarmi lì, passeggiare per il quartiere, sentirne il calore, e ad un tratto sentire un profumo, che seguirei nella speranza di incontrare lei, Anna Manfredi, a’ masardona (“messaggera”). Emozionato, mangerei una pizza e poi l’abbraccerei, un po’ per ringraziarla, un po’ per rincuorarla, come a dire: “Signo’, non vi preoccupate, le cose andranno bene”.

Image

La bancarella improvvisata si è trasformata in un tempio della pizza fritta, e una tradizione così bella e così romantica si è tramandata persino migliorata, quando arrivati alla terza generazione è diventata la passione di Enzo Piccirillo, nipote d’arte, persona squisita e instancabile lavoratore.

Image

Erede di un sapere inestimabile, di una ricetta antica e perfezionata, Enzo Piccirillo è l’anima della “Masardona”. Solare, simpatico, coinvolgente, innamorato del suo lavoro. Quando ha due minuti liberi ti trasporta nel suo mondo, nella sua storia e nella filosofia del locale. Da che mondo è mondo, non basta una ricetta! Sono l’amore e la passione gli ingredienti segreti di questa leggendaria pizza fritta.

Image

Image

Che da sempre, è alla portata di tutti ed è proposta in due formati. Quello più piccolo ha la forma classica del calzone napoletano, vien fuori da un unico disco di pasta ripiegato attorno al ripieno, ed ha un nome fantastico, il “battilocchio”. Fermo in una mano, con l’altra lo si scalpella, si fa uscire l’aria che lo teneva gonfio e bello, e ancor prima di passare al primo morso, ci si concede al profumo dell’impasto. Prima di svenire si iniziano le danze, ricordando tra un morso e l’altro di tener stretta la base, così da spinger sempre in sù il delizioso ripieno. Sono le coordinate di Enzo, i buoni consigli della “Masardona”, a rendere il tutto speciale. Non bastava concedermi ad uno strabiliante ripieno, mozzarella e scarole. Queste ultime perfette – na’ punta e salato, na’ punta e dolce e na’ punta e piccante – regalano al battilocchio un’intensità unica ed emozionante. Indimenticabile.

Image

Image

Finito il battilocchio, è il turno della “grande”, di nome e di fatto. E’ quella storica, tradizionale, il modello ancestrale di pizza fritta. Ripieno tra due dischi sovrapposti, chiusura ermetica a suon di polpastrelli, e via, a farsi gonfia, bella e profumata. Dalla farcitura alla scolatura, un rituale straordinario.

Image

Image

Image

Image

Image

Image

Image

Image

Image

Image

Image

Image

Image

Image

Un sole. Da quel pentolone sorge un sole. Caldo, raggiante e aureo. Perfetto col ripieno dei ripieni. Ricotta delicatissima, cicoli freschi e saporiti, provola, pepe e basilico a completare un cuore delizioso, appagante e incredibilmente leggero. Leggero, come quell’impasto che me lo sogno la notte. Profumo indimenticabile, sono ancora qui a chiedermi da dove viene. Per gli occhi uno spettacolo, con quei piccoli bozzetti appena accennati su quella patina dorata. E infine il sapore, indescrivibile: è fragrante e morbida, sapida al punto giusto, è sapurita, o come dice Enzo, è semplicemente “buona”.

Image

Image

Image

Che goduria, “Masardona”. Esperienza – poi – che si fa ricordo, perché non è una semplice friggitoria, la “Masardona” è un punto di incontro culturale. Un mix straordinario di clienti, vivacità, colore, calore. La vera essenza della Napoli popolare, che secondo chi vi scrive ha due fantastici modelli. Le cugine di Enzo, le due rose, Rosa Pastore e Rosa Vaccaro. Una frigge e l’altra incarta. Col mantesino, il cappellino, e la mimica da attrici teatrali. Fossi uno sceicco, proverei a comprarmele. Mi sono innamorato.

Image

Di loro e della “Masardona”. Ora conosco la strada. E se non la ricordo, conosco il profumo. Lo seguirò ancora per le vie di Case Nuove. E tornerò lì, per vedere l’alba di un altro “sole”. W la Masardona!

(Mi dispiace soltanto di non aver conosciuto le nuove leve, i figli di Enzo, Cristiano e Salvatore. Assenti nobilmente, perché impegnati a Piazza del Plebiscito in una vendita di beneficienza per i bambini malati di cancro. Ancora di più, W la Masardona!)

Image

Antica Friggitoria “MASARDONA”
Via G. Cesare Capaccio 27
Napoli (NA)

Alla prossima, se ti è piaciuta questa nuova avventura scopri tutto il mondo #puokemed su:
FACEBOOK: https://www.facebook.com/puokemed
INSTAGRAM: http://instagram.com/puokemed/
TWITTER: https://twitter.com/puokemed
BLOG: https://leavventureculinariedipuokemed.wordpress.com/

Image

Egidio Cerrone

Testo e Foto sono proprietà di “Le avventure culinarie di Puok e Med”.
Copyright © 2013. Tutti i diritti riservati.

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Pizzeria “LA FIGLIA DEL PRESIDENTE”

Image

Tutti conoscono la storia di Ernesto Cacialli, il pizzaiolo del Presidente. Per cui non sarò io a parlarvi di Clinton, del G7 e di quella che è diventata l’investitura più famosa di Via dei Tribunali. Vi parlerò del posto in cui son stato, dove Ernesto è più vivo che mai e ogni cosa parla di lui, nel cuore di una figlia e della sua famiglia.

Image

Image

Forte, energica, solare e ricca d’intuito, in pochi anni Maria Cacialli ha costruito il suo piccolo miracolo. Piano piano, un vecchio rifugio antiaereo si è trasformato in una splendida ed accogliente dimora, la location “fuori sede” si è trasformata in meta desiderata, e quella che poteva essere soltanto la storia di un “nome” ereditato, si sta trasformando nella “sua” storia. Che io sono orgoglioso di raccontare, perché donna-in-gamba-a-parte, da “La figlia del Presidente” c’è da leccarsi i baffi.

Image

Perché il suo spirito partenopeo si esprime nelle portate. Maria pensa, compra, e “cucina” come una mamma napoletana. E grazie a questi che sono gli ingredienti migliori di sempre, prende vita una delle migliori frittatine di Napoli, e quindi del mondo 😀

Image

Chiena chiena, e chien’ e’ sapore, la frittatina de “La figlia del Presidente” è un piccolo manifesto del fritto. Si sente quel tocco in più, la “mano” della vera mamma napoletana, a’ sustanza! Che va dritto al cuore e non delude mai. Sarà quel cuore di delizioso ragù, sarà quella festa di besciamella e formaggio, forse quell’impanatura dorata e croccante. Chi lo sa, l’insieme è eccezionale!

Image

Image

Image

Image

Magari un giorno tornerò a degustare una delle tantissime pizze al forno, magari qualcuno dei loro gusti particolari, magari stesa, farcita e sfornata da Armando, il piccolo di casa e futuro della pizzeria. Ma questo episodio è dedicato alla specialità della casa: l’ormai famosa PIZZA FRITTA de “La figlia del presidente”.

E un piccolo prologo è d’obbligo. Forse la più grande abilità di Maria è quella di aver scelto ed essersi circondata di un grande staff. E il più bravo, lo sanno tutti, lo ha scelto tanti anni fa…

Image

…Felice Messina, marito e braccio della pizzeria, Maestro della pizza fritta. Dopo tanti anni nella “scuola” di Ernesto, stimato da quest’ultimo e inventore di quella che è diventata la “sua” pizza fritta, oggi Felice dà spettacolo: col suo panno, la sua schiumarola e il suo magico calderone.

Image

Dietro al Maestro vi è un sergente, e dietro al capolavoro vi sono delle regole ferree, l’ABC di Felice:

a)    va stesa su un panno e non sul banco delle pizze al forno, se no si riempie di farina, quest’ultima va nell’olio e si brucia

b)    “niente pomodoro!” – se possibile – ma soltanto cicoli, ricotta, provola e pepe

c)     l’olio non deve essere troppo caldo, se no si cuoce subito fuori e dentro rimane fredda

Image

Image

Image

Un po’ di botte, chiusura ermetica e inizia lo show, la magia del calderone!

Image

Image

Image

Image

Image

Image

Bello vero? E’ semplicemente uno spettacolo di magia. Entra in “pentola” bella piatta, e subito è lì che galleggia. Felice fa il suo “numero” con la schiumarola, e lei diventa…abracadabra…UN PALLONE!!!

Image

Tutto da bucare, basta armarsi di forchetta e occhi da bambino. Perché è divertente, è infantile, gioioso. E mentre giochi, ti accorgi di avere davanti qualcosa di assolutamente fantastico. Dimenticatevi gli impasti gommosi, dimenticatevi le invasioni di pasta, dimenticatevi le pizze impregnate d’olio. La pasta è sottilissima, quando la buchi con la forchetta scrocchia, e quando finisci ti accorgi che nel piatto non vi è un filo d’olio. La pizza fritta de “La figlia del presidente” è perfetta, e se siete amanti delle tradizioni, e vi fidate del buon Felice, lo straordinario ripieno “vecchio stampo” – cicoli, ricotta, provola e pepe – vi lascerà a bocca aperta!

Image

Andateci e “arrigriatevi”. Che come dice Maria, di questa storia vi è ancora tanto da scrivere. Ed io, che non avevo neanche finito ed ero già ad abbracciarmi Felice, non vedo l’ora di saperne di più!

Image

Pizzeria “LA FIGLIA DEL PRESIDENTE”
Via del Grande Archivio 23
Napoli (NA)

 

CONTENUTI EXTRA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

Le avventure culinarie di Puok e Med | EVENTO SLOW FOOD ALLA FIGLIA DEL PRESIDENTE

1471318_628236737218300_1705734165_n

Le avventure culinarie di Puok e Med | Pizzeria “IL PRESIDENTE” (nuova sede)

Image

Alla prossima, se ti è piaciuta questa nuova avventura scopri tutto il mondo #puokemed su:
FACEBOOK: https://www.facebook.com/puokemed
INSTAGRAM: http://instagram.com/puokemed/
TWITTER: https://twitter.com/puokemed
BLOG: https://leavventureculinariedipuokemed.wordpress.com/

Image

Egidio Cerrone

ps benvenuti nella SECONDA STAGIONE! 😀

Image

Testo e Foto sono proprietà di “Le avventure culinarie di Puok e Med”.
Copyright © 2013. Tutti i diritti riservati.

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , ,

Paninomacelleria “GRANDE MACELLERIA EGIDIO”

Image

Egidio a Portici!

Sfatiamo subito ogni dubbio 😀 La prima volta che entrai in questa bella “macelleria della notte”, non lo feci perchè colpito dal nome uguale al mio, anzi, me ne accorsi solo alla fine. Quello che mi attrasse fu qualcosa di evocativo 😀 Mi ricordò subito la macelleria di Manzotin in “Febbre da cavallo 2”: impresa passata al figlio, foto commemorativa dell’amato papà esposta in bella vista.

Image

E basta ascoltare per pochi minuti Massimo per capire il suo legame al padre, la passione nel mantenere vivo il suo nome e l’impegno nel migliorare l’attività di famiglia, che oggi si è re-inventata,  divenendo la prima “panino macelleria”: il giorno per le mamme con le buste della spesa, la sera per i figli affamati di panini.

Image

Image

Romantico vero? Per chi sa apprezzare queste piccole cose, la “Grande Macelleria Egidio” è prima di tutto un posto per “romanticoni da viaggi nel tempo”, e poi un posto ideale per noi mangioni cronici!

Benvenuti nell’episodio del “chianchiere”, ve lo racconta un mangione cronico appassionato di viaggi nel tempo.

Image

Image

Carne! Carne! Carne! Imperativo categorico in una macelleria. Arrosto, cicoli, filetto, hamburger, porchetta di Ariccia, salsiccia, cotto, crudo, tacchino, pancetta, speak e tanto altro! Dai semplici wurstel o cotolette, alla famosa “sbriciolata”: carne macinata, cotto e formaggio “ammiscati” sulla piastra durante la cottura, formando una specie di poltiglia brutta da vedere, brutta nella consistenza, “uà però è buona” al primo morso. E c’è addirittura il panino con il soffritto di zuppa forte, che per i “meno paisani” è quello con le interiora di maiale o vitello, con pomodoro e peperoncino. Bontà che ho dovuto rimandare solo perchè non è periodo! Ma tranquillo caro soffritto, ci incontreremo in una fredda serata invernale, e sarai mio! 😀

Image

Image

Image

Le patate fresche di Avezzano, buone come quelle che mangi a casa!

Image

Image

Image

Image

Porchetta di Ariccia, provola di Agerola, funghi, patate, maionese e tabasco! Gnam!!! Un mix perfetto! Prendetelo, sedetevi su qualche muretto lì fuori e non ve ne pentirete 😉 Il panino di Egidio è il perfetto panino da strada! La macelleria offre anche qualche tavolino, ma è una questione culturale, il panino di Egidio si mangia così:

Image

😀

Ma rituffiamoci dentro:

Image

Image

Image

Image

Image

Image

Panino gustoso e abbondante, ma molto leggero. Ne puoi mangiar due senza problemi e senza sentirti male. Il perché risiede nei prodotti: la carne fresca prima di tutto, e poi il pane, finalmente qualcuno che ne ha cura e gli dà l’importanza che merita. Mai bruciato, friabile e leggerissimo, ad ogni morso quasi non lo senti, senti il resto! Perfetto con della porchetta abbondante!

Image

E allora viva Massimo, che diversamente dal figlio bamboccione di Manzotin, dà l’impressione di stare sempre “incazzato” e di gestire la serata come un sergente, ma poi è un simpaticone:

Image

(con tanto di spilla, “incazzatura” da tributo 😀 )

Andateci! Armatevi di spirito da muretto e fatevi un bel panino! Ditegli che vi manda l’altro Egidio, “quello che una volta è entrato con una reflex senza dire nulla e si è messo a fotografare l’impossibile senza permesso per poi tornare dopo mesi a fare l’articolo attrezzato di amica fotografa molto più in gamba” 😀

Paninomacelleria “GRANDE MACELLERIA EGIDIO”
Piazza G.Poli 13-15-17
Portici (NA)

Alla prossima, se ti è piaciuta questa nuova avventura scopri tutto il mondo #puokemed su:
FACEBOOK: https://www.facebook.com/puokemed
INSTAGRAM: http://instagram.com/puokemed/
TWITTER: https://twitter.com/puokemed
BLOG: https://leavventureculinariedipuokemed.wordpress.com/

Image

Egidio Cerrone

ps il mangione cronico “affamato” di viaggi nel tempo non poteva non far volare la sua memoria evocativa! Ricordate “Ritorno al futuro II”? La parte in cui nel 1985 alternativo Marty va dal Biff riccone per capire come è diventato ricco? “Dobbiamo parlare di una cosa noi…” “Soldi, vero? Beh scordatelo!” “No, non di soldi…”

“…Grande…Macelleria…Egidio!!!”

Testo e Foto sono proprietà di “Le avventure culinarie di Puok e Med”.
Copyright © 2013. Tutti i diritti riservati.

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,